BCBF: alcuni spunti di riflessione

Dopo aver fatto un breve report sulle prime impressioni sulla Bologna Children’s Book Fair proviamo a scendere nello specifico di quanto mi è stato possibile seguire. Gli incontri, come detto, sono tanti e spesso in contemporanea, quindi una scelta è necessaria. Seguendo i miei interessi, durante la giornata ho deciso di seguire gli incontri su: Un anno di narrativa per ragazzi, International Games Day 2017: risultati e prospettive, Harry Potter e i suoi lettori, AR/VR: where are they now? e Gli occhi nelle mani.

Il primo incontro, Un anno di narrativa per ragazzi, è stato un report su quanto hanno fatto uscire le case editrici nell’ultimo anno. Incontro molto piacevole che ha mostrato soprattutto quanto sia necessario portare avanti una ricerca di novità senza però perdere di vista la riedizione o la ripubblicazione di alcuni titoli classici che, paradossalmente, si trovano fuori catalogo ormai da anni. Come artefici di un buon lavoro sono state citate Mondadori Ragazzi che ha ripubblicato Il giardino di mezzanotte e Bompiani che con la collana Assaggi e Passaggi ha recuperato e riproposto molti testi della letteratura classica per ragazzi.
Negli ultimi anni si è assistito molto alla caccia al best seller di turno che ha però indebolito la qualità o la progettualità di alcune case editrici. Fortunatamente però c’è stata anche una ripresa delle collane, vero strumento delle case editrici per proporre opere “certificate” di qualità. Oggi si assiste a una creazione di collane molto ragionate con l’intento di farle diventare contenitori per una varietà di opere non omogenee. Quello che forse ancora manca è una collana ben strutturata per l’età 7/8 anni. Risulta essere questa un’età che non ha molte proposte di lettura, tra le quali però sono state citate Dory Fantasmagorica e Bjorn.
Mondadori contemporanea ha proposto una serie di nuovi romanzi che affondano le proprie radici nella classicità. Anche Giunti è uscito con molti romanzi vicini ai ragazzi.
In definitiva, è stato evidenziato come ci siano state molte uscite e siano state pubblicate molte opere di qualità, racconti che affrontano anche temi molto complessi e difficili ma scritti con l’intento di narrare una bella storia. Un altro elemento importante e da sottolineare è il fatto che nella produzione di collane e libri di narrativa vengono cercate anche strade alternative come, per esempio, l’utilizzo dell’illustrazione che sta andando molto bene. Non a caso il 2017 è stato un ottimo anno per la produzione fumettistica.

Alla precisa domanda se si stia facendo sentire la mancanza sul panorama letterario per ragazzi la figura di giovani scrittori italiani è stato risposto che, oggettivamente, non c’è stato un grande ricambio e non ci sono molti giovani scrittori che si dedicano alla narrativa per ragazzi. Allo stesso tempo però è stato evidenziato come uno dei libri più belli del 2017 sia La sfolgorante luce di due stelle rosse di Morisinotto.
Sembra quasi che alcuni scrittori bravi e italiani siano troppo legati al vizio di dover scrivere per le classi, legati quindi a una produzione letteraria con l’intento di realizzare qualcosa di utile alle scuole, perdendo il piacere di scrivere cose che hanno come fine ultimo quello di raccontare una bella storia.

Il secondo incontro a cui ho partecipato è stato il report dell’ultimo International Games Week. Visto che un riepilogo molto completo su quanto detto e illustrato con le slide lo potete trovare nel sito dell’evento (https://internationalgamesdayitalia.wordpress.com) non mi dilungherò molto. Bisogna sottolineare come l’aumento delle biblioteche partecipanti sia stato esponenziale e tutto fa pensare che la strada tracciata possa far aumentare anche in futuro il numero di proposte. L’incontro è stato molto piacevole perché i ragazzi che seguono la cosa sono davvero molto gentili e disponibili. Inoltre l’orario e il giorno non hanno favorito molto la partecipazione ma, da un punto di vista personale, la cosa è stata positiva. Essendo in pochi abbiamo potuto seguire con facilità il report e infine abbiamo potuto parlare e confrontarsi su come organizzare uno spazio giochi all’interno delle biblioteche. Il tema dei giochi nelle biblioteche è molto recente in Italia mentre negli Stati Uniti, e nel mondo del Nord Europa, l’aspetto ludico è molto diffuso da ormai qualche decina di anni. L’invito è quello di seguire il team di coordinamento tramite i social e attraverso il sito ufficiale linkato poco sopra.

Dopo questi due eventi ho dedicato un po’ di tempo alla visita degli stand degli espositori. Quello che ho percepito è che gli stand siano soprattutto un luogo di incontro tra addetti ai lavori, intesi come autori, editori, traduttori e rivenditori. Interessante comunque fare un giro per vedere le ultime novità in uscita e quanto proposto in generale.

Ci sono stati altri due momenti nel pomeriggio nei quali ho seguito delle conferenze. Il primo è stato un incontro in inglese sulla realtà aumentata e interazione con i libri. Mi sono trovato all’incontro quasi per caso ma è stato un momento molto proficuo perché è stato mostrato in maniera chiara come la realtà aumentata sia ormai uno strumento utile per approfondire alcune tematiche, anche scolastiche. L’utilizzo di un mezzo come il tablet invita i ragazzi a essere attivi nella lettura del libro. Un’alleanza tra libro e informatica che porta nel nostro mondo oggetti non-reali ma che si integrano nel reale, fornendo un numero di informazioni maggiori di quelli che si sarebbero trovate nelle semplici pagine di un libro. Nonostante siano stati fatti passi da gigante e l’industria informatica stia investendo un bel po’ in questo campo, serviranno probabilmente ancora alcuni anni prima di vedere un’integrazione completa tra libro “classico” e realtà aumentata. Di sicuro quella di Bologna è stata una dimostrazione di grande impatto.

L’altro incontro del pomeriggio si intitolava Harry Potter e i suoi lettori. Attraverso i dati di un’indagine condotta da Doxa per conto di Salani Editore è stato mostrato quanto Harry Potter (nel formato libro, ma anche tutto il mondo che si è creato intorno) abbia influenzato i suoi lettori. I dati sono molto interessanti e un’analisi completa, molto simile a quella condotta all’Authors Café della BCBF2018 è possibile trovarla nel sito di Doxa al seguente link: http://www.doxa.it/leredita-di-harry-potter-un-classico-che-fa-crescere-i-lettori-doxa-2016/.
Al di là dei dati, dai quali si hanno ottimi spunti ma anche alcuni risultati scontati, la riflessione che deve fare un biblitoecario, ma anche un editore o un libraio, è che veicolare determinati libri e storie porta poi i giovani lettori a essere influenzati da quanto letto. Molti lettori di HP hanno ammesso di essere stati influenzati e di aver condiviso i valori della saga ma anche di essersi appasionati alla lettura. Harry Potter rimane un caso unico, una saga di grandissimo successo che ancora oggi riesce ad avere numeri di vendita da capogiro, non tutte le storie dei libri riescono a influenzare così tanto i propri lettori ma la professionalità di chi lavora intorno al mondo libro risulta essere un elemento fondamentale anche dal punto di vista educativo.

L’ultimissimo incontro, seguito soltanto in parte, trattava della lettura da parte di persone con disabilità visiva. La breve introduzione ha fatto capire come associazioni ed editori stiano collaborando per far sì che le pubblicazioni escano anche in braille, permettendo così la lettura anche a persone con disabilità visiva.

Le cose da vedere sarebbero state molte altre ma la scelta di alcune diventa condizione di sopravvivenza. Purtroppo non ho avuto la possibilità di andare a Bologna anche gli altri giorni ma sono sicuro che gli incontri davvero meritevoli non siano mancati! Se voi ci siete stati e volete raccontarceli scriveteci al sito o registratevi e scrivete direttamente voi l’articolo!

Bologna children’s book fair: una prima impressione

Per la prima volta sono stato alla Bologna Children’s Book Fair, una tra le più grandi fiere del libro per ragazzi sul panorama europeo. E parto proprio da qui: è grande! Tanto grande che in un giorno si riesce a visitarla molto male se non si è pianificato con scrupolosa attenzione cosa vedere e quali conferenze seguire. Anzi, se si entra senza aver prima preso in mano il programma il rischio è quello di trovarsi a vagare come dei dannati in un girone dantesco, senza meta. Probabilmente, per chi c’è già stato, non dirò niente di nuovo. Queste righe servono soltanto a riportare un’impressione personale e un aiuto – spero – per chi non c’è mai stato.

L’offerta è molto ampia anche in virtù del target di questo evento, non creato per fare da tramite tra autori-editori-bibliotecari ma per far interagire tutte le figure professionali che ruotano attorno al pianeta libro. In realtà non solo libri, un padiglione della fiera è dedicato al merchandising e al settore più “televisivo”, dove gli intermediari delle emittenti o dei programmi televisivi si incontrano con i rivenditori degli oggetti.

Il trucco per muoversi bene all’interno della fiera è quello di pianificare il più possibile, capire quali sono le motivazioni per le quali siamo in fiera e in base a quelle scegliere dove andare. Personalmente, da persona che lavora nel mondo delle biblioteche e segue con attenzione alcuni progetti: una conferenza iniziale e generale sulla narrativa per ragazzi nell’anno appena passato, una parte dell’incontro di presentazione del n.118 di Liber, un incontro sull’International Games Day, una presentazione sull’integrazione della realtà aumentata con il mondo dei libri per ragazzi, il report di uno studio sulla percezione di Harry Potter a 20 anni dalla sua uscita e l’inizio di una conferenza sulla lettura ai ragazzi con disabilità visiva. Cosa ho appreso da questi incontri sarà oggetto di altri articoli, mi interessa qua soltanto mostrare che fare tutte queste cose è possibile ma la giornata è davvero intensa!

Ma partiamo dall’inizio, dalle impressioni di una persona che non c’era mai stata. L’arrivo alla fiera è piuttosto semplice, è ben collegata con delle navette a pagamento (1,30 € a tratta) alla stazione centrale di Bologna. Appena scesi dal bus alcuni bagarini hanno provato a venderci dei biglietti a prezzi scontati, cosa fatta in seguito anche in zona casse. Prima delle casse automatiche c’è una sorta di stanza dove è possibile stampare il biglietto per chi ancora non lo avesse fatto. Altrimenti ci sono le casse automatiche e non. Con la stampa del cartellino ci si avvia ai tornelli e si entra, poi si prende il porta cartellino e siamo in fiera! Tutto sommato operazioni veloci e snelle, a patto di avere il biglietto già comprato e stampato in mano. Il consiglio è: se non avete i biglietti omaggi, comprate il biglietto online e stampatevelo!
Si arriva direttamente al centro della fiera. Il clima è di festa e l’organizzazione, anche grafica, è attraente: elegante ma anche informale. Come si vede dalla mappa, la fiera ha un suo quadrato centrale dove c’è uno dei palchi più importanti (
Illustrators Café e il Bologna Illustrators Exhibition), il bookshop e l’infopoint. Da qui si ha accesso alle altre ali dove si sviluppa la fiera. Sempre da qui si sale anche ai piani superiori dove ci sono stanze che ospitano diversi convegni e incontri. La segnaletica risulta un po’ caotica all’inizio ma dopo un po’ ci si abitua e la cosa si fa più facile! Alla fine la fiera si sviluppa a croce, il trucco è mettersi sempre con le spalle all’ingresso e poi iniziare a muoversi.
Se andiamo a sinistra troviamo i padiglioni 21 e 22, paralleli e con punti di scambio: al piano terra ci sono gli stand internazionali. A circa metà percorso ci sono però delle scale mobili che permettono di salire al primo piano dove c’è un altro punto di incontro importante, l’
Authors Café.
Se invece, con le spalle all’entrata, attraversiamo il quadrato centrale e andiamo in avanti ci troviamo con la possibilità di accedere a due grandi padiglioni (il 25 e 26) che si sviluppano in lunghezza e che ospitano principalmente editori e autori italiani (nella prima parte) e stranieri.
In fine, con le spalle all’ingresso, andando sulla destra troviamo i padiglioni 31 e 32. Al 32 si possono trovare il 
Bologna Digital Media e l’Illustrator Survival Corner, al 31 invece c’è uno spazio dedicato un po’ meno ai libri, il Bologna Licensing Trade Fair, ovvero uno spazio riservato all’industria del licensing.
Il quadrato centrale ha 4 punti di accesso al piano superiore, contraddistinti dalle lettere A, B, C e D. Le lettere sono molto grandi e non ci sono problemi a trovare l’entrata giusta, casomai dovrete essere abili una volta saliti a trovare la stanza giusta.
Inutile cercare di dire quali sono le cose più importanti da vedere e i padiglioni più interessanti. Dipende dai vostri interessi e dal perché siete lì.

In una lunga giornata avrete bisogno anche di mangiare. Non preoccupatevi, troverete bar/ristoranti in diversi punti, oltre agli aperitivi che ogni tanto vengono offerti dagli espositori. L’unico consiglio è quello di scegliere orari relativamente tranquilli. Alle 13/13,30 si creano grandi file e rischiate di perdere qualche mezz’ora in piedi in attesa di un panino. Altro consiglio, sfruttate i bar dislocati nei punti più isolati: ho notato che nei bar al primo piano di solito c’era meno caos. C’è anche un ristorante ma, come anche nei bar, i prezzi non sono proprio popolari. L’acqua merita portarsela da casa.

Ma insomma, questa grande fiera mi è piaciuta o no? Sì, non posso che dire di sì! Si tratta di qualcosa di davvero enorme e richiede una pianificazione precisa e attenta, ma rappresenta un’occasione unica per riflettere sul lavoro che svolgiamo (qualsiasi esso sia) e per avere ottimi spunti per migliorarsi e proporre cose nuove. Sicuramente è anche occasione di confronto con i colleghi e dal confronto non può che nascere una sintesi che migliora tutta il movimento delle professionalità legate al libro.
Pur non essendo del settore, è lampante quanto questa fiera rappresenti un’occasione fondamentale per far incontrare autori-editori-distributori: nei tavoli dei vari stand si scrivono e firmano contratti che porteranno uno scambio e una traduzione in più lingue di tanti libri per bambini.

Non ho molte critiche da muovere a questa grande macchina, forse esserci andato il primo giorno mi ha favorito nel non trovare troppa confusione, ma in linea di massima mi è sembrato organizzato tutto in maniera efficiente. Qualche incontro, come quello con Tognolini, forse poteva essere organizzato in uno spazio più grande, ma a parte ciò, si può dire che ben poco è lasciato al caso.

Ultimo appunto, forse una nota dolente: la fiera è sicuramente riservata agli addetti ai lavori e si presenta come un momento di accrescimento e di investimento personale, i biglietti sono venduti a prezzi non contenuti. Il biglietto giornaliero costa ben 37 euro, per due giorni servono 67 euro e per quattro giorni 90 euro. Se si è soci AIB viene inviato un codice con cui riscattare un biglietto gratuito per un giorno. Probabilmente anche altri enti rilasciano codici per biglietti omaggio, ma sinceramente non so quali siano.