Salone Internazionale del Libro di Torino: un’impressione

Alla fine sono riuscito ad andare al Salone Internazionale del Libro di Torino. Non c’ero mai stato e sono stato felice di colmare questa mia lacuna.

Premetto che ci sono stato soltanto un giorno, il sabato, e il Salone, per essere gustato appieno, necessita di almeno un paio di giorni, meglio tre. Premetto anche che ero partito un po’ dubbioso: ai tanti che mi dicevano che fosse una bellissima fiera, si contrapponevano quelli che dicevano che, in fondo, fosse solo un’enorme libreria. Io, credendo ai secondi, temevo fosse soltanto un’enorme libreria. Ma per fortuna mi sbagliavo…

Il Salone, come sapranno i più, si svolge al Lingotto di Torino, il che significa spazi enormi. Spazi enormi all’interno e anche all’esterno, dove le file per i controlli e per i biglietti scorrono abbastanza velocemente.

All’interno i grandi spazi favoriscono il movimento dei visitatori senza problemi, gli stand sono tantissimi e vendono le loro pubblicazioni. Ogni tanto si trova anche qualche stand che vende oggettistica (magliette, penne personalizzate). Inutile dire che si possono trovare praticamente tutte le case editrici, dalla più famosa alla meno conosciuta. Ma quindi è una grande libreria? Non proprio. Gli stand vendono ma, soprattutto, propongono cose e i rappresentanti delle case editrici sono molto disponibili a presentare i loro prodotti, a consigliare e a dare volantini informativi.

A tutto ciò si affiancano le attività di conferenze e presentazioni con gli autori: una quantità di eventi spaventosa che è sicuramente impossibile da seguire in toto. Come per la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, anche qui conviene prepararsi uno schema con le cose da seguire, con orario e localizzazione all’interno dei padiglioni. È impossibile elencare tutti gli eventi che ci sono stati in quattro giorni di Salone. Ad ogni modo, ci sono state presentazioni e personaggi per tutti i gusti. Il Salone è un evento nazionale e internazionale importantissimo, le personalità invitate sono davvero molte.

Come detto, gli ampi spazi permettono un movimento dei visitatori molto buono, più complicata la situazione per seguire le conferenze con autori di una certa fama: in quel caso la fila fuori dai luoghi della conferenza è davvero molto importante e c’è da aspettare non poco.

Ormai l’evento appena concluso era la 31esima edizione, quindi i meccanismi sono ben rodati e l’afflusso di oltre 20mila persone al giorno non ha creato grandi disagi. Anche i bisogni basilari vengono soddisfatti con molti punti ristoro dislocati in varie zone e bagni pubblici più o meno ovunque.

Una unica nota negativa. I biglietti si possono fare online ed è possibile saltare la fila (occhio perché la file dei controlli, quella più lunga, dovrete farla lo stesso) ma se avete diritto a delle riduzioni dovrete presentarvi direttamente alle casse del Lingotto. E anche in questo caso ci sono vari tipi di casse per le riduzioni/accrediti, quindi la cosa, se si è in gruppo, può diventare un po’ farraginosa. I biglietti, per fortuna, hanno un prezzo molto limitato (10 euro) e per le riduzioni si parla di qualche euro, può valere la pena farsi due calcoli.

Quindi, in definitiva, che dire? ANDATECI!
È un bel posto, piacevole da girare, dove trovare qualcosa di diverso da leggere, dove parlare con editori, autori e addetti ai lavori ma anche con i semplici lettori. Torino è una bellissima città quindi un week end è altamente consigliato. In realtà sarebbe da fare due o tre giorni al Salone e un paio di giorni in giro per il centro di Torino.

E come sempre, link al sito ufficiale: www.salonelibro.it

Bibliotecario, storico, prof, amante della fotografia e dell’arte…ma soprattutto curioso. Percorro nuove strade per approfondire quelle già battute. Iscritto all’AIB, credo nella biblioteca come luogo fondamentale di una comunità, servizio non soltanto utile ma necessario.

Will

Bibliotecario, storico, prof, amante della fotografia e dell'arte...ma soprattutto curioso. Percorro nuove strade per approfondire quelle già battute. Iscritto all'AIB, credo nella biblioteca come luogo fondamentale di una comunità, servizio non soltanto utile ma necessario.

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