La stanza profonda di Vanni Santoni

Si tratta di un libro che mi ha trascinato all’interno delle sue pagine. Letto in brevissimo tempo, La stanza profonda di Vanni Santoni, rappresenta un romanzo di nicchia che non piacerà a tutti. Non è necessario essere entrati in una stanza profonda per godere a pieno di questa opera ma qualcosa sui giochi di ruolo va saputa.

Chi è entrato in una stanza profonda troverà tanti punti in comune con i protagonisti di questo romanzo, così come si identificheranno in loro molto bene quelli nati tra gli anni ’70 e ’80. La stanza profonda diventa un luogo cardine del romanzo ma in realtà la stanza profonda è un posto ed altri mille. Stanze più o meno illuminate che nelle serate degli adolescenti di provincia diventano bunker quasi impenetrabili. Quasi, perché ogni tanto qualcuno di nuovo entra…magari sta poco, fa una partita e poi scompare.

Vanni Santoni scrive questo romanzo e ci porta nel suo mondo: adolescenti avidi lettori di manuali di giochi di ruolo, estati passate a progettare storie avvincenti, amici che vanno e vengono e che, in alcuni casi, sono legati soltanto dal gioco. Serate iniziate dopo cena e finite all’alba nello scantinato di una casa di campagna, tra birre, sigarette e, ogni tanto, una canna. Matita in mano, dadi sul tavolo e qualche pezzo di carta. Poi ci sono loro con le loro scelte. La forza del gioco di ruolo è proprio quella di unire gente che altrimenti neanche si sarebbe parlata. Il gioco di ruolo tiene insieme un gruppo di persone con un obiettivo comune. Vita reale e vita da giocatori si mescolano e diventano tutt’uno.

C’è tanto di vero in questa storia che Santoni sa magistralmente raccontare, unendo avvenimenti che non sappiamo se siano veri o frutto dell’immaginazione. Il libro ha poco più di 150 pagine ma basta per far capire l’aria che si respira intorno a un tavolo dove si gioca a D&D o ad altri giochi simili.

Se si conoscono i giochi di ruolo e il mondo della provincia è sicuramente più facile entrare nella mente dei personaggi e respirare gli odori dei luoghi, ma anche se non siamo avvezzi a tutto ciò, l’idea di cosa è un gioco di ruolo arriva…e non sarà necessariamente un’idea positiva.

Il libro, nello stile di Vanni Santoni, si interseca con gli altri scritti dall’autore. I personaggi già presenti in altri lavori ritornano e continuano a raccontarci la loro storia.

Il libro si presenta adatto a un pubblico di adulti nostalgici che hanno avuto a che fare con i giochi di ruolo nella loro gioventù. Al contempo, il racconto in stile biografico si presenta ottimo anche per un pubblico di giovani adulti che dopo la lettura potrebbero addirittura aver voglia di approfondire il mondo di D&D. In una biblioteca, se presente una sezione giochi o una sala dedicata ai giovani, questo libro non può mancare.

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Bibliotecario, storico, prof, amante della fotografia e dell’arte…ma soprattutto curioso. Percorro nuove strade per approfondire quelle già battute. Iscritto all’AIB, credo nella biblioteca come luogo fondamentale di una comunità, servizio non soltanto utile ma necessario.

Will

Bibliotecario, storico, prof, amante della fotografia e dell'arte...ma soprattutto curioso. Percorro nuove strade per approfondire quelle già battute. Iscritto all'AIB, credo nella biblioteca come luogo fondamentale di una comunità, servizio non soltanto utile ma necessario.

Un pensiero riguardo “La stanza profonda di Vanni Santoni

  • 22/04/2018 in 22:11
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    Io sono nata un po’ dopo, agli inizi degli anni ’90, e il gioco di ruolo non rappresenta il nucleo del mio mondo ma ne sta comunque ai margini, si è creato uno spazio nelle mie serate attraverso i racconti dei miei amici e devo dire che sono riuscita ad apprezzare il libro nella sua interezza. Ci sono riferimenti anche ad altri giochi che forse saranno entrati a far parte della vita di coloro che adesso hanno circa 30 anni e in fondo la brevità e quell’aura di nostalgia ne fanno un libro godibilissimo per tutti coloro che nell’infanzia e non solo hanno amato quel pizzico di magia e di evasione che quel mondo offre.

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