C’è una tribù di bambini

C’è una tribù di bambini è un albo di Lane Smith, stesso autore di È un libro. Una storia raccontata attraverso le immagini e con poche parole che sembrano quasi una poesia. Uno scorrere quasi ridondante che ci guida nel viaggio di un bambino alla scoperta della natura e della sua vera natura. Una riflessione sul rapporto fra uomo e natura e sul bisogno di stare insieme ai propri simili che ognuno di noi ha: bisogno di famiglia ma anche di interazione con i propri pari.

Il bambino – dall’aspetto simile al ragazzo selvaggio di Truffaut – inizia il suo viaggio fra le capre…che ben presto salgono una montagna e lo lasciano solo. Trova allora dei pinguini ma anche loro, dopo un primo momento di unione, si gettano nelle acque gelide e se ne vanno. Il bimbo trova poi meduse e balene, corvi che volano, sassi e piante, elefanti e gorilla. Tutti sono in gruppo, drappello, banco, sciamo. L’impegno per imitare la natura è tanto ma non riesce mai a colmare le differenze innate. Il bambino trova poi delle tartarughe, troppo lente per lui. Qui il libro inizia a creare anche senso di angoscia, fa immedesimare il lettore nel ragazzo che sembra, nonostante gli sforzi, non trovare mai una sua collocazione nel reale.
Ma non si può arrendere e allora prova a diventare bruco e poi farfalla. Ma niente riesce a trovargli il giusto luogo dove stare. Se ne vanno gli animali e il ragazzo prova a diventare tutt’uno con delle comunità ancora più grandi e trascendentali: l’oceano, l’universo e le stelle. E davanti all’oceano e all’universo siamo davvero soli. Ma l’oceano e le stelle sono anche ispiratrici di grandi sogni.
Ci viene mostrato quanto siamo piccoli di fronte alla grandezza della natura e quanto ci possiamo trovare spaesati se non siamo in compagnia di nostri simili. E infatti, dopo queste tavole che ci lasciano con la voglia di sapere che andrà a finire bene, il ragazzo, dopo la notte, si sveglia e segue un sentiero di gusci colorati e trova la sua vera comunità: bambini con cui poter giocare a imitare la natura ma sempre esseri che fanno parte della stessa tribù, intesa come insieme di bimbi che giocano liberamente ma anche come famiglia con cui sentirsi tranquilli e sicuri, al posto giusto.

Bibliotecario, storico, prof, amante della fotografia e dell’arte…ma soprattutto curioso. Percorro nuove strade per approfondire quelle già battute. Iscritto all’AIB, credo nella biblioteca come luogo fondamentale di una comunità, servizio non soltanto utile ma necessario.

Will

Bibliotecario, storico, prof, amante della fotografia e dell'arte...ma soprattutto curioso. Percorro nuove strade per approfondire quelle già battute. Iscritto all'AIB, credo nella biblioteca come luogo fondamentale di una comunità, servizio non soltanto utile ma necessario.

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