Papà, mi prendi la luna, per favore? di Eric Carle

Racconto poetico e delicato dell’amore che lega un padre ad una figlia. La luna diventa il simbolo dell’affetto cosmico che li lega e del tentativo di donare anche l’impossibile alla propria bimba.

Prosciutto e uova verdi di Dr. Seuss

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Con uno stile raffinato e d’altri tempi, ma al contempo curioso ed accattivante per i bimbi, due buffi e bizzarri personaggi, mettono in scena la resistenza dei bimbi ad assaggiare cibi nuovi e l’insistenza, talvolta proposta mediante espedienti improbabili, dei genitori, nel proporre pietanze diverse. Scritto in rima baciata, resta un classico.

Gelosia di Violeta Monreal

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La storia di Cristina aiuta i bimbi ad elaborare i cambiamenti emotivi e relazionali relativi all’arrivo di un fratellino e, al contempo, insegna l’importanza di riporre fiducia nell’affetto dei propri genitori.

Lei. La biografia illustrata di Vivian Maier

Il titolo è breve e semplice: Lei. E lei è Vivian Maier, conosciuta come una delle massime esponenti della street photography. Questo libro, che trasuda passione, è una biografia molto illustrata e con poche frasi.

lei vivian maierIl libro funziona e ha un target di età molto ampio, è godibile sia da un bambino delle scuole medie che da un ragazzo delle superiori. Soprattutto le ragazze lo apprezzeranno molto, identificandosi nella figura di questa donna – un po’ strana – che senza saperlo ha fatto parte di una corrente fotografica tra le più fortunate del ‘900.

Ormai è già stato detto molto di questa opera, una tra le più apprezzate degli ultimi anni e proposta in varie salse ai ragazzi delle scuole. Risulta comunque importante parlarne perché è un libro di grande impatto sui giovani lettori. Vivian Maier è stata una donna che ha vissuto semplicemente, ha condotto una vita normale svolgendo lavori normali, un’artista che non sapeva di esserlo. Si dice fosse burbera ma sicuramente amava il prossimo come pochi altri. Un amore che la portava a fotografare le scene ma soprattutto le persone che incontrava quotidianamente.

Il fotografare il suo presente fatto di cose routinarie l’ha resa grande. E ancora più grande perché donna, in un periodo in cui la scena della street photography era dominata da uomini: mentre maestri assoluti della fotografia come Henry Cartier-Bresson si stavano affermando a livello mondiale, Vivian Maier faceva di lavoro la baby-sitter e intanto scattava fotografie. Poi le sviluppava in proprio, in “studi fotografici” improvvisati e ammassava i negativi in scatoloni.

L’arte di Vivian Maier è uscita allo scoperto nel 2007 quasi per caso (lei sarebbe morta qualche anno dopo): John Maloof voleva fare una ricerca su Chicago e acquistò all’astAutoritratto Vivian Maiera per 380 dollari una serie di oggetti del passato, tra i quali c’erano anche i negativi di Vivian. Da lì la ricerca biografica sull’autrice di quelle foto e il percorso che ha portato la Maier a essere riconosciuta come una delle fotografe più importanti del ‘900 e un’icona femminile del suo tempo.

Il libro Рillustrato magistralmente Рprende spunto dalle immagini di Vivian, la stessa immagine della copertina ̬ ispirata a uno dei famosi autoritratti.

Tutti questi elementi fanno del libro di Cinzia Ghigliano un’opera destinata a rimanere nel tempo. A raccontare la vita dei grandi artisti si rischia di cadere nel banale, raccontarla poi con delle illustrazioni può portare a storie poco comprensibili.

Vivian Maier ci ha raccontato i volti e le strade del suo tempo ma con le sue foto ci ha anche lasciato la sua autobiografia: l’autrice del libro è stata abilissima a capire ciò e a narrare la vita di Vivian Maier con una capacità unica, illustrando la biografia di Vivian ripercorrendo le sue immagini e usando poco testo. Un altro punto di forza è proprio quello di lasciar parlare le immagini e i ragazzi e ragazze che hanno avuto la possibilità di sfogliare questo libro sono stati entusiasti di scoprire la personalità e l’arte di una donna come Vivian Maier.

Il libro è del 2006, edito da Orecchio Acerbo. Per acquistarlo su Amazon: Lei. Vivian Maier

A piedi nudi su Marte di Adrian Fartade

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A piedi nudi su Marte. Viaggio nel sistema solare interno: 4 pianeti, 3 lune e una stella coi fiocchi sono il titolo e sottotitolo del libro uscito il 10 aprile 2018 e scritto da Adrian Fartade, per Rizzoli.

Piccola nota personale ad anticipare il tutto. Ho conosciuto Adrian qualche anno fa all’università, nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo. Lui è più giovane di me e se non sbaglio era iscritto alla Laurea triennale in filosofia mentre io stavo già frequentando la specialistica. Ci ritrovammo a frequentare entrambi il corso di inglese, con frequenza obbligatoria (o quasi). Il corso di inglese, ma soprattutto l’esame, era uno spauracchio per noi aspiranti filosofi e storici. Adrian dimostrava di sapere molto bene l’inglese ed era il più ambito da avere al proprio fianco durante lo scritto. Mi ricordo che era un tipo molto impegnato, un po’ sulle sue, e non mi sembra di averci parlato mai più di tanto. Io mi ricordo di lui, forse lui di me non si ricorda neanche. Mi ricordo che iniziai a seguire il suo canale su Youtube quando ancora non aveva molti seguaci e ho seguito molte volte le sue dirette notturne a parlare di spazio (sono sempre stato affascinato dall’universo e i suoi segreti). Sullo schermo non era affatto sulle sue, anzi! Gli feci anche la stupida domanda su come mai una persona così interessata allo spazio avesse scelto di laurearsi in filosofia…come se io non avessi già fatto esami su esami su Galileo! In realtà volevo che dicesse agli altri che seguivano il canale quanto la filosofia sia importante per l’esplorazione spaziale. Per finire questa storia personale: facemmo l’esame di inglese in giorni e classi diverse, entrambi lo passammo. Con il tempo ho capito perché sapeva bene l’inglese: passava ore e ore a leggere articoli scientifici in lingua inglese per aggiornarsi sullo stato dell’arte dell’esplorazione spaziale (e, sono convinto, non solo).

Dopo tanti anni è diventato uno youtuber molto apprezzato e seguito, partecipa a programmi radio con il Trio Medusa, conduce trasmissioni televisive, fa teatro e porta in giro la scienza. Riassumendo: fa il divulgatore scientifico divertente (che non vuol dire essere dei giullari). E alla fine ha scritto anche un libro che si presenta come un viaggio fantastico nel sistema solare, una visita sui pianeti vicini alla Terra che diventano quasi luoghi da visitare…ed è proprio quello che fa l’esplorazione spaziale!

Un libro divulgativo senza dubbio ma che affronta in maniera semplice argomenti non sempre facili. Ricorrendo ad esempi divertenti Adrian riesce a raccontare l’esplorazione spaziale in maniera che tutti possano goderne. Non abbiate paura e lasciatevi trascinare dalle pagine di questo libro, ben scritto e che si lascia leggere facilmente. Si tratta di un libro che mostra anche come sia possibile imparare divertendosi leggendo un libro. Per ovvi motivi viene da suggerire il libro anche come proposta di lettura scolastica. Il fatto che Adrian sia anche uno youtuber molto apprezzato favorirà sicuramente la diffusione del libro fra i seguaci del suo canale e fra i ragazzi più giovani, che già conoscono l’autore attraverso il web.

Di seguito il link per comprare il libro su Amazon: A piedi nudi su Marte. Viaggio nel sistema solare interno: 4 pianeti, 3 lune e una stella coi fiocchi

Questo invece è il sito fondato da Adrian: www.link2universe.net

Vorrei un tempo lento lento

Vorrei un tempo lento lento è un albo di Luigina Del Gobbo illustrato da Sophie Fatus, edito da Lapis edizioni. Circa quaranta pagine in un formato quadrato dove testo e immagini ci fanno capire come sia importante dare il giusto tempo ad ogni momento della giornata e della vita. Edito per la prima volta nel 2014 esce in una nuova edizione nel febbraio 2017 e con una prima ristampa a ottobre 2017.
Un bambino ci accompagna nella sua giornata dove vorrebbe avere il tempo adatto ad ogni evento, dal momento della sveglia dove servirebbe un tempo lento lento per uscire dal calduccino del letto senza fretta, come una sorta di rinascita. Ma c’è bisogno anche di un tempo lungo per passeggiare e andare a scuola, un tempo “mio” per fare quello che più si desidera, un tempo “zitto” dove potersi fermare e ascoltare il proprio respiro. Una delle pagine che più colpisce è forse quella dove il bambino dice di volere “un tempo lento a forma di bambino”, un invito ai grandi che devono lasciare spazio ai più piccoli per fare le proprie esperienze di crescita, seguendoli sempre da vicino senza però essere troppo invasivi.
E ancora un tempo “vuoto” da riempire con la fantasia e un tempo “giusto” dove sentirsi al sicuro e dipingere il futuro, un tempo “dolce” per addormentarsi delicatamente immersi nelle fiabe.
Per finire il bambino desidera ancora un tempo “lento” per “tornare dentro al guscio e fingermi pulcino”, un tempo lento e senza fine. E ci chiede a noi di conitnuare questa storia.

Una storia di testo e immagini che è un invito chiaro agli adulti: prendersi il giusto tempo per fare le cose in questa società sempre più frenetica e lasciare lo spazio necessario ai bambini per crescere senza troppa fretta.

All’interno dell’albo è presente anche un QR code che permette di ascoltare il testo del libro letto da Andrea Calabretta.

C’è una tribù di bambini

C’è una tribù di bambini è un albo di Lane Smith, stesso autore di È un libro. Una storia raccontata attraverso le immagini e con poche parole che sembrano quasi una poesia. Uno scorrere quasi ridondante che ci guida nel viaggio di un bambino alla scoperta della natura e della sua vera natura. Una riflessione sul rapporto fra uomo e natura e sul bisogno di stare insieme ai propri simili che ognuno di noi ha: bisogno di famiglia ma anche di interazione con i propri pari.

Il bambino – dall’aspetto simile al ragazzo selvaggio di Truffaut – inizia il suo viaggio fra le capre…che ben presto salgono una montagna e lo lasciano solo. Trova allora dei pinguini ma anche loro, dopo un primo momento di unione, si gettano nelle acque gelide e se ne vanno. Il bimbo trova poi meduse e balene, corvi che volano, sassi e piante, elefanti e gorilla. Tutti sono in gruppo, drappello, banco, sciamo. L’impegno per imitare la natura è tanto ma non riesce mai a colmare le differenze innate. Il bambino trova poi delle tartarughe, troppo lente per lui. Qui il libro inizia a creare anche senso di angoscia, fa immedesimare il lettore nel ragazzo che sembra, nonostante gli sforzi, non trovare mai una sua collocazione nel reale.
Ma non si può arrendere e allora prova a diventare bruco e poi farfalla. Ma niente riesce a trovargli il giusto luogo dove stare. Se ne vanno gli animali e il ragazzo prova a diventare tutt’uno con delle comunità ancora più grandi e trascendentali: l’oceano, l’universo e le stelle. E davanti all’oceano e all’universo siamo davvero soli. Ma l’oceano e le stelle sono anche ispiratrici di grandi sogni.
Ci viene mostrato quanto siamo piccoli di fronte alla grandezza della natura e quanto ci possiamo trovare spaesati se non siamo in compagnia di nostri simili. E infatti, dopo queste tavole che ci lasciano con la voglia di sapere che andrà a finire bene, il ragazzo, dopo la notte, si sveglia e segue un sentiero di gusci colorati e trova la sua vera comunità: bambini con cui poter giocare a imitare la natura ma sempre esseri che fanno parte della stessa tribù, intesa come insieme di bimbi che giocano liberamente ma anche come famiglia con cui sentirsi tranquilli e sicuri, al posto giusto.

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