La “teca” della Biblioteca Guerneriana

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Oggi presentiamo la teca digitale della Biblioteca Guerneriana. Un mezzo molto utile che permette di consultare incunaboli e cinquecentine conservati dalla biblioteca friulana direttamente dal proprio computer.

Il progetto è stato inaugurato nel 2016, in occasione dei festeggiamenti per i 550 anni della fondazione della biblioteca. Fu infatti Guarnerio d’Artegna nel 1466 a fondare la più antica biblioteca pubblica del Friuli e una delle biblioteche pubbliche più antiche d’Europa.

Il progetto prevede la messa a disposizione di alcuni tra i più importanti e pregiati codici conservati. La digitalizzazione è avvenuta grazie alle moderne tecniche e il sito internet permette una consultazione fluida e piacevole.

Non resta che andare direttamente al sito della teca digitale, consultabile al seguente indirizzo: http://teca.guarneriana.it oppure, per avere alter informazioni, consultare il sito della biblioteca: www.guarneriana.it

 

In partenza il BiblioHUB!

Mancano pochi giorni all’inaugurazione del BiblioHUB, progetto portato avanti da AIB e messo a punto da Alterstudio Partners.

Cos’è il BiblioHUB? Si tratta di un progetto e di un mezzo mobile realizzato dalla società di architettura Alterstudio Partners di Milano e fortemente voluto dall’Associazione Italiana Biblioteche. Si tratta di un mezzo che poterà nelle periferie italiane cultura, condivisione e socializzazione.

Una piccola biblioteca su ruote che vuole superare i social media e rappresentare un luogo di incontro, cultura, gioco e discussione. Il mezzo sosterà dai due ai quattro mesi (da qualche parte si legge dai quattro ai sei mesi ma poco cambia) in una periferia e rappresenterà una piattaforma multifunzionale, uno sguardo sul mondo della cultura ma anche punto prestito di libri e e-book, internet point e luogo di incontro per grandi e piccoli.

Il BiblioHUB sarà un’opportunità in più per chi abita nelle periferie e spesso si chiude nel mondo della realtà virtuale.

Il progetto ha visto la luce grazie al contributo di Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) – ufficio del MiBAC dedicato alla contemporaneità, dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, dell’Azienda speciale CSBNO, e degli sponsor tecnici Media Library On Line (MLOL)Linea Light e Promal srl Arredamento polifunzionale.

 

 

La Città di Bologna e il Patto per la lettura

Si apprende dal sito del Comune di Bologna che la città intende di dotarsi di un “patto” per la lettura. Uno strumento in più per diffondere la lettura tra chi legge poco e rafforzare l’amore per i libri per chi è già un grande lettore.

Il Patto di Bologna per la lettura è uno strumento che il Comune ha deciso di utilizzare per gestire in maniera organica la programmazione di eventi che promuovano la lettura e, più in generale, i libri. Si tratta di un percorso appena iniziato che vuole evitare la dispersione di risorse, organizzando iniziative che hanno come oggetto i libri in maniera coordinata.

Per chi è interessato a partecipate, le domande devono essere inviate entro il prossimo 31 ottobre all’email: pattoperlalettura@comune.bologna.it. Nell’email deve essere presento il soggetto che intende partecipare e deve essere descritto, in breve, il progetto (o i progetti) che si intendono portare avanti.

Di seguito una sintesi del Patto:

  • Il Patto intende promuovere la lettura come strumento di diffusione della conoscenza e di coesione sociale. Attraverso il Patto il Comune di Bologna intende perseguire una forte iniziativa di contrasto alla povertà educativa;
  • Il Comune di Bologna garantisce a tutti i cittadini il diritto alla lettura fin dall’infanzia e si impegna a sostenere progetti per stimolare la lettura;
  • ll Patto si propone come uno strumento dinamico a cui possono aderire i soggetti pubblici e privati che intendono sostenere progetti e iniziative per la promozione della lettura e dei libri in ogni loro forma;
  • Il Patto ha l’obiettivo di ampliare la base dei lettori, avvicinando alla lettura chi non legge abitualmente e rendendo ancora più solidi i lettori abituali, promuovendo la formazione di nuovi gruppi di lettura e sostenendo quelli già esistenti;
  • Il Comune di Bologna – come capofila del Patto – attraverso l’Istituzione Biblioteche e in collaborazione con i soggetti aderenti, le istituzioni scolastiche e le associazioni di categoria, promuove progetti di inclusione sociale per la realizzazione di laboratori di lettura collettiva con la partecipazione e l’integrazione di persone con disabilità e Differenze Specifiche dell’Apprendimento (DSA);
  • Il Comune di Bologna – come capofila del Patto – attraverso l’Istituzione Biblioteche e in collaborazione con i Quartieri e le associazioni territoriali, intende promuovere progetti di lettura condivisa nelle scuole, nei centri sociali, nelle strutture di assistenza, negli ospedali, nelle carceri, come strumento di incontro e conoscenza con l’obiettivo di superare barriere generazionali, sociali, culturali, linguistiche;
  • Il Patto intende promuovere, in collaborazione con operatori dello spettacolo dal vivo, laboratori di lettura ad alta voce e musica, per valorizzare il potere creativo e aggregante della lettura vissuta come esperienza collettiva;
  • In collaborazione con le professioni del libro (bibliotecari, librai, editori, scrittori …) e le associazioni di categoria, il Patto sostiene progetti di aggiornamento e formazione di insegnanti, bibliotecari e cittadini, che abbiano come obiettivo prioritario la promozione e l’accessibilità della lettura;
  • La Città di Bologna si impegna a rendere sempre più accessibili le biblioteche e gli spazi pubblici dedicati alla lettura e a valorizzare, sostenere e promuovere le attività, i servizi e le iniziative volte a facilitare la fruizione del patrimonio bibliografico cittadino, anche attraverso il potenziamento delle tecnologie digitali;
  • Il Patto intende promuovere la lettura e la conoscenza come strumenti fondamentali per la costruzione di una società più libera, consapevole, creativa, aperta, inclusiva e democratica.

Ogni altra informazione può essere trovata e approfondita nel sito del Comune di Bologna.

Elba Book: IV edizione

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Si svolgerà dal 17 al 20 luglio nel centro storico di Rio nell’Elba la quarta edizione dell’Elba Book.

Elba Book è un festival che vedrà la partecipazione di circa 30 editori e proporrà una serie di iniziative mirate. Come si legge nel comunicato stampa:

Elba Book è nato per includere e aiutare a comprendere la realtà grazie alla cultura, che connetterà ogni appuntamento in programma al tema del rinnovamento. Urbano, umano e sociale, la possibilità di interpretare ciò che è dato in maniera alternativa parte dalle risorse disponibili per ricollegarsi allo scorrere del tempo attraverso il coinvolgimento personale.

Il festival si svolgerà nel centro storico di Rio nell’Elba e rappresenta un’unicità, in quanto è l’unico festival di questo tipo presente nell’isola.

Dalla mattina alla sera si susseguiranno laboratori di riciclo per i più piccoli, degustazioni dei prodotti locali, performance, installazioni artistiche, spettacoli teatrali, escursioni, reading e concerti all’aperto. Grazie alla partnership con la compagnia Moby, per chi deciderà di partecipare, l’evento comincerà già sul traghetto con Moby Book.

Il programma completo 2018 può essere visionato nel sito internet ufficiale dell’evento, che deve essere preso come punto di riferimento anche per eventuali modifiche dell’ultim’ora: www.elbabookfestival.com/programma-elbabook-2018

Risposta dell’AIB al Comune di Parma sull’appalto dei servizi bibliotecari

Pubblico volentieri la risposta dell’AIB al Comune di Parma riguardante la querelle sull’appalto dei servizi bibliotecari dell’ente emiliano.

Al di là del singolo, comunque cosa di non poco conto, è un importante passo avanti sulla contrattazione degli appalti e potrebbe diventare un caso guida per il futuro.

Ci tengo a pubblicarlo anche perché dopo l’ultimo articolo temo che qualcuno abbia frainteso i miei intenti, che erano quelli di sostenere e approvare l’attuale buon operato dell’AIB!

Di seguito l’intera risposta:

Al Direttore del Settore cultura
Comune di Parma
Dott.ssa Flora Raffa
f.raffa@comune.parma.it

Al Sindaco del Comune di Parma
Federico Pizzarotti
comunediparma@postemailcertificata.it

e p.c. Legacoopsociali
segreteria@legacoopsociali.it

Oggetto: Gara d’appalto per la gestione integrale del complesso bibliotecario del San Paolo, oltre alla gestione delle biblioteche “Civica”, “Alice” e “Cesare Pavese” nel fine settimana. Anni 3. CIG 7426499CD6.
Riferimento: Vs. nota del 14 giugno u.s.

Gentilissima Dottoressa,

diamo seguito alla Sua nota del 14 giugno u.s., ribadendo come i rilievi dai noi proposti riguardassero e riguardino i limiti imposti dall’importo a base d’asta sia rispetto al corretto inquadramento contrattuale, sia rispetto alla possibilità per l’appaltatore di corrispondere le indennità dovute agli operatori chiamati a lavorare “nel fine settimana” o comunque le indennità spettanti ai lavoratori in turno.

Rileviamo come la documentazione riguardante controversie tra terzi, prodotta a supporto delle vostre controdeduzioni, non sia pertinente rispetto alle nostre osservazioni.

In particolare,
– il parere dell’ANAC espresso con delibera 438 del 27 aprile 2017 non entra nel merito dell’inquadramento contrattuale. Esprime, invece, una valutazione astratta in ordine all’ammissibilità “dell’offerta che prevede un costo del lavoro inferiore ai minimi tabellari ministeriali” (rispetto al livello d’inquadramento indicato nel bando) osservando che l’orientamento prevalente della giurisprudenza ritiene che le tabelle esprimono un costo del lavoro medio, ricostruito su basi statistiche, per cui esse non rappresentano un limite inderogabile per gli operatori economici partecipanti a procedure di affidamento di contratti pubblici, ma solo un parametro di valutazione della congruità dell’offerta, con la conseguenza che lo scostamento da esse, specie se di lieve entità, non legittima di per sé un giudizio di anomalia;
– il parere dell’Ispettorato del lavoro di Bologna del 13 gennaio 2017, oltre ad arguire a proposito della legittimazione delle cooperative sociali a partecipare a una procedura di selezione per la gestione di tutti i servizi di una biblioteca universitaria, fa riferimento alla correttezza o meno dell’inquadramento nella categoria C1 degli “addetti alla biblioteca”, concludendo che le loro attività sarebbero pari a quelle degli operai specializzati (appunto, di categoria C1), e che quella di “referente della biblioteca” merita il livello d’inquadramento D1 (corrispondente a “Educatore senza titolo, maestro di attività manuali ed espressive, guida con compiti di programmazione, massaggiatore, animatore con titolo, infermiere generico, assistente all’infanzia con funzioni educative, operatore dell’inserimento lavorativo, impiegato di concetto, operatore dei servizi informativi e di orientamento”), senza tuttavia fornire alcuna motivazione o evidenza in proposito e soprattutto senza considerare tanto la norma UNI sulla professione di bibliotecario, quanto la classificazione ISFOL delle professioni intellettuali, ove gli addetti alle biblioteche (anche detti “bibliotecari”) sono descritti al par. 2.5.4.5.2 (“Le professioni comprese in questa unità provvedono alla indicizzazione, classificazione e catalogazione di libri, ne garantiscono la conservazione, l’accessibilità e la fruizione pubblica; li rendono disponibili su microfilm, supporti digitali o di altra natura; organizzano attività di promozione, mostre ed eventi”). Se è vero che la bollinatura dei libri è lavoro da operaio, la competenza richiesta per attività quali la catalogazione e l’assistenza bibliografica agli utenti si acquisisce, non a caso, a seguito di specifici corsi di laurea. Tanto che il Codice dei beni culturali e del paesaggio, all’art. 9-bis, dispone: “Gli interventi operativi di tutela, protezione e conservazione dei beni culturali nonché quelli relativi alla valorizzazione e alla fruizione dei beni stessi […] sono affidati alla responsabilità e all’attuazione, secondo le rispettive competenze, di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, restauratori di beni culturali e collaboratori restauratori di beni culturali, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali e storici dell’arte, in possesso di adeguata formazione ed esperienza professionale”.

Intendiamo pertanto riportare la discussione nei dovuti ambiti richiamando l’attenzione su:
– la richiesta di effettuazione di circa 14.400 ore annue oltre ulteriori 1.050 ore da espletarsi la domenica, giornata individuata – dalla maggior parte dei CCNL applicati nel settore – quale giornata di riposo settimanale;
– l’obbligo per l’appaltatore di garantire la continuità del servizio (sostituzione del personale in ferie, in malattia, ecc.);
– l’elevata professionalità richiesta ai componenti del team di lavoro;
– il Decalogo AIB per le esternalizzazioni dei servizi bibliotecari che recita:
“Al personale impiegato negli appalti per la gestione dei servizi bibliotecari deve essere garantito il diritto all’equa remunerazione, ovvero la corrispondenza con le retribuzioni orarie del personale dipendente direttamente dalla Stazione Appaltante per lo svolgimento di mansioni analoghe”.
L’effettività di tale diritto si ottiene con l’applicazione di contratti nazionali e livelli di inquadramento che siano compatibili con il livello di complessità delle mansioni richieste, tenuto conto di quanto previsto dalla norma UNI per la professione del bibliotecario, e ricordando che le norme UNI sulla qualificazione degli operatori sono espressamente richiamate, a beneficio della qualità dei servizi, dall’art. 6 della L. 4/2013 sulle professioni non ordinistiche. L’attività del bibliotecario è infatti classificabile a Livello 6 e 7 del sistema EQF (European Qualification Framework), a seconda del grado di complessità, specializzazione e responsabilità delle attività svolte;
– la comparazione dei livelli di inquadramento tra i CCNL utilizzati dai datori di lavoro privati e tra questi e il CCNL EELL, elaborata dall’AIB, dalla quale si evince come all’inquadramento dell’Aiuto bibliotecario in fascia C (C1-C6) degli EELL corrisponda l’inquadramento in D3-E1* delle Cooperative sociali, così come da tabella:

Federculture Commercio Multiservizi Coop. sociali EE.LL.
BIBLIOTECARIO
(con funzioni capo progetto)
Q1-D3 I LIV. QUADRO F1 D4-D6
BIBLIOTECARIO D1-D2 II LIV. VII LIV. E1-E2 D1-D3
AIUTO BIBLIOTECARIO C1-C3 III LIV. V-VI D3-E1 C1-C6

– il risultato del banale calcolo importo a base d’asta diviso il numero complessivo di ore richieste dal capitolato (non considerando quelle necessarie a garantire la sostituzione del personale assente per ferie, né i maggiori oneri derivanti dal lavoro festivo) è pari a € 18,44, cifra atta a garantire appena l’inquadramento di tutti gli operatori al livello C1 del CCNL Cooperative sociali; livello in cui vengono inquadrati: operaio specializzato, cuoco, autista con patente D/K, autista soccorritore, autista accompagnatore, impiegato dʼordine, animatore senza titolo, assistente domiciliare e dei servizi tutelari operatore socio-assistenziale addetto allʼassistenza di base o altrimenti definito formato, operatore tecnico dellʼassistenza, istruttore di attività manuali ed espressive, istruttore di nuoto, guida.

Tutto quanto premesso e considerato l’AIB, ribadendo il proprio interesse a promuovere, presso tutte le stazioni appaltanti e anche presso i soggetti destinatari degli appalti, la qualità delle esternalizzazioni e degli appalti di servizi bibliotecari attraverso una competizione aperta a tutti gli operatori economici attivi nel settore e il rispetto dei lavoratori coinvolti dal punto di vista professionale, normativo e salariale, invita codesta Stazione appaltante alla rivalutazione complessiva della gara in oggetto nel rispetto del suo stesso interesse a garantirsi l’incremento della qualità dei servizi attraverso l’affidamento a operatori economici altamente qualificati e rispettosi del diritto dei lavoratori all’equa retribuzione.

Molti cordiali saluti

Il Presidente AIB
Rosa Maiello

Roma, 26 giugno 2018
Prot. n. 118/2018

*In Area/Categoria D vanno inquadrati coloro che svolgono lavoro specializzato, professioni sanitarie, e servizi socio-educativi; nell’Area/Categoria E rientrano tutti coloro in grado di svolgere sia professioni specialistiche che attività di coordinamento. Possono essere inquadrati in questa area tutti coloro che sono in possesso di conoscenze professionali teoriche specialistiche e/o gestionali considerando i titoli di studio di cui si è in possesso.

Comunicato AIB sulla gara d’appalto per la gestione integrale del complesso bibliotecario del S. Paolo, Parma

Finalmente l’AIB fa sentire la sua voce!

Logo AIBFinalmente l’AIB si fa sentire su questioni importanti. L’attenzione sul mondo del lavoro nelle biblioteche è finalmente evidente e i riflettori sono puntati anche sul far sentire la propria voce in casi di censura o di cattiva gestione (politica).

Piccola premessa: mi sono iscritto all’AIB quest’anno, con molta convinzione. Come mai, se lavoro ormai da quasi 10 anni nelle biblioteche, non l’ho fatto prima? Perché come quasi tutti quelli che operano in questo campo ho fatto la trafila del lavoro sottopagato, sono stato sfruttato e non mi è stato riconosciuto, neanche moralmente, quasi niente di quanto facevo. E non avevo mai visto l’AIB dire qualcosa in favore delle persone nella mia condizione.

Non scendo nel particolare e non voglio personalizzare questo articolo, dove vorrei parlare di tutt’altra cosa, ma ho sempre provato estremo dolore a vedere persone senza titoli, con poca esperienza e con pochissima voglia, passarmi avanti, con contratti e tutele ben superiori a quelle che avevo io.

Cosa c’entra l’AIB? Dall’AIB in quei tempi mi sarei aspettato prese di posizione, comunicati e altro che corressero in difesa di quanti versavano in condizioni di sfruttamento (di questo si tratta). Invece niente. Non ho mai visto grande ardore nel combattere questa battaglia. La colpa potrebbe essere mia che ho cercato male, che ho avuto cattive fonti d’informazione. Ne dubito.

Per tanti anni, ho percepito l’AIB come un’associazione riservata soprattutto a chi aveva la fortuna di essere bibliotecario o di lavorare in una biblioteca con contratti ben definiti.

L’AIB come un luogo (anche virtuale) dove venivano fatte e supportare tante iniziative, un bel modo di fare rete e scambiarsi informazioni. Ma, in fine dei conti, un’associazione alla quale dovevano fare riferimento soprattutto i dipendenti pubblici.

E gli impiegati nelle biblioteche con mansioni da bibliotecario (o assistente bibliotecario) attraverso associazioni e cooperative a che santo dovevano rivolgersi? Chi poteva, in maniera associativa, far sentire la loro voce?

Non credo che l’AIB oggi sia diventato il sindacato degli sfruttati culturali, non è neanche il suo ruolo. Qualcosa però credo sia cambiato? Negli ultimi tempi ho notato che l’AIB ha preso posizione su alcune questioni importanti, mettendosi in prima linea. Mi vengono in mente due cose: la contestazione della gara di appalto del servizio bibliotecario di Parma e il – tristissimo – caso di censura nella biblioteca di Todi.

Credo sia un primo importante passo. Il lavoro dei bibliotecari è bellissimo, visti i tempi spesso si scende a compromessi pur di lavorare, ma dobbiamo – l’AIB deve – far sentire la sua voce contro bandi di comuni che, facendo due conti, mostrano l’impossibilità di gestione del servizio in maniera limpida senza sfruttare e sottopagare le persone che poi verranno chiamate a lavorare. E quando si parla di lavoro, anche se viene fatto da soci di coop o di associazioni, non si può parlare di “volontariato”.

Penso sia un primo passo. Penso che tanto ci sia da fare ma credo anche che siano state messe le basi perché l’AIB diventi davvero il megafono di professionisti che troppo spesso sono strapazzati e trattati come volontari.

Gaming & Coding in biblioteca

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Sono ormai passati alcuni giorni dal 28 maggio, data in cui si è svolto il Corso sul Gaming e il Coding in biblioteca.

L’evento si è svolto a Bologna, presso Sala Borsa, sicuramente una delle biblioteche più belle d’Italia. L’organizzazione è stata curata dall’AIB Emilia Romagna. Il programma, come già visibile in questo articolo, è stato intenso ma, grazie alle modalità organizzative, davvero piacevole.

La giornata è stata guidata da alcuni componenti del gruppo AIB che si occupano proprio di portare avanti la diffusione del gaming e del coding nelle biblioteche.

Gaming Coding bibliotecaLa mattinata è volata via con lezioni teoriche: giochi da tavolo, i videogiochi, come allestire uno spazio giochi, il coding. Tante informazioni utili con un unico minimo comune denominatore: offrire il gioco, nelle sue forme più varie, all’interno di una biblioteca significa offrire una possibilità in più ai propri utenti ma anche alla biblioteca stessa, che così può ringiovanirsi, modernizzarsi e essere più vicina agli utenti. Con il gioco si riesce a catturare una porzione di cittadinanza che frequenta poco la biblioteca e, al di là di alcuni calcoli sul numero dei prestiti, l’obiettivo deve essere quello di offrire qualcosa in più.

Inutile dire che il gioco in biblioteca non è qualcosa di banale e durante l’incontro sono stati portati vari esempi di quanto il giocare possa aiutare a sviluppare legami fra persone, dettando tempi e modi di agire in comunità.

La bibliografia/sitografia fornita è stata uno strumento molto utile che aiuta sicuramente a rimettere insieme tutti gli argomenti affrontati nella giornata del 28 maggio.

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Dopo la pausa pranzo la giornata si è sviluppata sulla parte pratica. Come? Giocando! La dimostrazione di come giochi in scatola possano andare bene per tutte le età (o quasi) e per gruppi di poche o tante persone. Nella zona coding è stato mostrato un robottino programmabile da PC, seguendo schemi che vengono portati avanti anche dal CoderDojo e che insegnano anche ai più piccoli a creare una serie di eventi da far replicare la robot.

Il tempo a disposizione nel pomeriggio è veramente volato via…è stata l’occasione di provare i giochi e i metodi di gestione di quest’ultimi all’interno di una biblioteca ma anche la possibilità di confrontarsi con i colleghi su come meglio gestire la sezione giochi.

Trattandosi di una sezione molto particolare che necessita spazi e una gestione parzialmente diversa da quella del patrimonio librario, il discorso rimane ancora molto aperto. Una linea guida è quella di osservare la propria comunità, la proprio biblioteca e le proprie risorse, e da queste osservazioni programmare la nascita e la gestione della sezione giochi nel miglior modo possibile.

 

Criteri di riparto del Fondo per la promozione della lettura

Con decreto del  23 marzo 2018 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha emesso i “Criteri di riparto del Fondo per la promozione della lettura, della tutela e della valorizzazione del patrimonio librario”.

Si tratta di un piano di investimenti pluriennale voluto dal Governo Gentiloni che ogni anno stanzierà 1 (un) milione di euro da destinare ai vari sistemi bibliotecari che ne faranno richiesta. Con questo decreto vengono chiariti alcuni punti.

In particolar modo viene evidenziato che il fondo annuale sarà così ripartito: 70% biblioteche pubbliche, 30% biblioteche scolastiche.

Le reti bibliotecarie (non si capisce se ne potranno fare richiesta anche le singole biblioteche ma sembrerebbe di no), dovranno presentare un elaborato entro aprile e, dopo attenta analisi, verranno finanziati alcuni progetti. Ovviamente i progetti dovranno essere realizzati e rendicontati in maniera molto precisa.

Il testo completo del decreto si può trovare al seguente link in Gazzetta ufficiale.

Sicuramente un investimento interessante e utile per la promozione alla lettura e del libro, personalmente ho dei dubbi che un milione di euro per tutte le reti bibliotecarie italiane possa davvero bastare. Comunque, in tempi come questi, che ci sia un investimento è già tanto!

Gaming & Coding in biblioteca: corso AIB a Bologna

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Il Gaming e il Coding stanno prendendo sempre più campo e sono (finalmente) accettati come importanti sezioni di una biblioteca.

Come organizzare queste sezioni? Cosa organizzare per promuoverle? Per rispondere a queste e ad altre domande simili è stato organizzato a Bologna, presso Sala Borsa, un corso che introdurrà al gaming e al coding in biblioteca e proporrà varie modalità di gestione e promozione di queste sezioni. Il corso è organizzato da AIB Emilia Romagna e sarà tenuto da alcuni componenti del gruppo AIB che si occupano del gaming in biblioteca.

Le iscrizioni chiudono il 22 maggio.

Se siete interessati il programma completo e le modalità di iscrizione le potete trovare nella pagina del sito AIB Emilia Romagna dedicata all’evento.

Una collaborazione importante

Nella biblioteca di Piozzano, come immagino in tante altre realtà, vengono donati moltissimi libri, alcuni in buono stato, altri meno, e rivoluzionano il lavoro di sistemazione dei volumi sugli scaffali, dove sono raggruppati per genere letterario.
Allora abbiamo pensato di chiedere al Reparto di Pediatria del nostro ospedale se a loro potessero servire.
La proposta è stata accolta molto favorevolmente e abbiamo saputo che esiste già una biblioteca all’interno del reparto, per i genitori e i bambini ricoverati.
Ne abbiamo fatto dono nel periodo natalizio come regali portati da Babbo Natale, ben impacchettati, e durante l’anno come arricchimento della loro biblioteca.
Siamo felici di aver trovato una collocazione ai libri in eccesso, evitando di mandarli al macero, perché per noi è sempre un dispiacere.

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