Bologna children’s book fair: una prima impressione

Per la prima volta sono stato alla Bologna Children’s Book Fair, una tra le più grandi fiere del libro per ragazzi sul panorama europeo. E parto proprio da qui: è grande! Tanto grande che in un giorno si riesce a visitarla molto male se non si è pianificato con scrupolosa attenzione cosa vedere e quali conferenze seguire. Anzi, se si entra senza aver prima preso in mano il programma il rischio è quello di trovarsi a vagare come dei dannati in un girone dantesco, senza meta. Probabilmente, per chi c’è già stato, non dirò niente di nuovo. Queste righe servono soltanto a riportare un’impressione personale e un aiuto – spero – per chi non c’è mai stato.

L’offerta è molto ampia anche in virtù del target di questo evento, non creato per fare da tramite tra autori-editori-bibliotecari ma per far interagire tutte le figure professionali che ruotano attorno al pianeta libro. In realtà non solo libri, un padiglione della fiera è dedicato al merchandising e al settore più “televisivo”, dove gli intermediari delle emittenti o dei programmi televisivi si incontrano con i rivenditori degli oggetti.

Il trucco per muoversi bene all’interno della fiera è quello di pianificare il più possibile, capire quali sono le motivazioni per le quali siamo in fiera e in base a quelle scegliere dove andare. Personalmente, da persona che lavora nel mondo delle biblioteche e segue con attenzione alcuni progetti: una conferenza iniziale e generale sulla narrativa per ragazzi nell’anno appena passato, una parte dell’incontro di presentazione del n.118 di Liber, un incontro sull’International Games Day, una presentazione sull’integrazione della realtà aumentata con il mondo dei libri per ragazzi, il report di uno studio sulla percezione di Harry Potter a 20 anni dalla sua uscita e l’inizio di una conferenza sulla lettura ai ragazzi con disabilità visiva. Cosa ho appreso da questi incontri sarà oggetto di altri articoli, mi interessa qua soltanto mostrare che fare tutte queste cose è possibile ma la giornata è davvero intensa!

Ma partiamo dall’inizio, dalle impressioni di una persona che non c’era mai stata. L’arrivo alla fiera è piuttosto semplice, è ben collegata con delle navette a pagamento (1,30 € a tratta) alla stazione centrale di Bologna. Appena scesi dal bus alcuni bagarini hanno provato a venderci dei biglietti a prezzi scontati, cosa fatta in seguito anche in zona casse. Prima delle casse automatiche c’è una sorta di stanza dove è possibile stampare il biglietto per chi ancora non lo avesse fatto. Altrimenti ci sono le casse automatiche e non. Con la stampa del cartellino ci si avvia ai tornelli e si entra, poi si prende il porta cartellino e siamo in fiera! Tutto sommato operazioni veloci e snelle, a patto di avere il biglietto già comprato e stampato in mano. Il consiglio è: se non avete i biglietti omaggi, comprate il biglietto online e stampatevelo!
Si arriva direttamente al centro della fiera. Il clima è di festa e l’organizzazione, anche grafica, è attraente: elegante ma anche informale. Come si vede dalla mappa, la fiera ha un suo quadrato centrale dove c’è uno dei palchi più importanti (
Illustrators Café e il Bologna Illustrators Exhibition), il bookshop e l’infopoint. Da qui si ha accesso alle altre ali dove si sviluppa la fiera. Sempre da qui si sale anche ai piani superiori dove ci sono stanze che ospitano diversi convegni e incontri. La segnaletica risulta un po’ caotica all’inizio ma dopo un po’ ci si abitua e la cosa si fa più facile! Alla fine la fiera si sviluppa a croce, il trucco è mettersi sempre con le spalle all’ingresso e poi iniziare a muoversi.
Se andiamo a sinistra troviamo i padiglioni 21 e 22, paralleli e con punti di scambio: al piano terra ci sono gli stand internazionali. A circa metà percorso ci sono però delle scale mobili che permettono di salire al primo piano dove c’è un altro punto di incontro importante, l’
Authors Café.
Se invece, con le spalle all’entrata, attraversiamo il quadrato centrale e andiamo in avanti ci troviamo con la possibilità di accedere a due grandi padiglioni (il 25 e 26) che si sviluppano in lunghezza e che ospitano principalmente editori e autori italiani (nella prima parte) e stranieri.
In fine, con le spalle all’ingresso, andando sulla destra troviamo i padiglioni 31 e 32. Al 32 si possono trovare il 
Bologna Digital Media e l’Illustrator Survival Corner, al 31 invece c’è uno spazio dedicato un po’ meno ai libri, il Bologna Licensing Trade Fair, ovvero uno spazio riservato all’industria del licensing.
Il quadrato centrale ha 4 punti di accesso al piano superiore, contraddistinti dalle lettere A, B, C e D. Le lettere sono molto grandi e non ci sono problemi a trovare l’entrata giusta, casomai dovrete essere abili una volta saliti a trovare la stanza giusta.
Inutile cercare di dire quali sono le cose più importanti da vedere e i padiglioni più interessanti. Dipende dai vostri interessi e dal perché siete lì.

In una lunga giornata avrete bisogno anche di mangiare. Non preoccupatevi, troverete bar/ristoranti in diversi punti, oltre agli aperitivi che ogni tanto vengono offerti dagli espositori. L’unico consiglio è quello di scegliere orari relativamente tranquilli. Alle 13/13,30 si creano grandi file e rischiate di perdere qualche mezz’ora in piedi in attesa di un panino. Altro consiglio, sfruttate i bar dislocati nei punti più isolati: ho notato che nei bar al primo piano di solito c’era meno caos. C’è anche un ristorante ma, come anche nei bar, i prezzi non sono proprio popolari. L’acqua merita portarsela da casa.

Ma insomma, questa grande fiera mi è piaciuta o no? Sì, non posso che dire di sì! Si tratta di qualcosa di davvero enorme e richiede una pianificazione precisa e attenta, ma rappresenta un’occasione unica per riflettere sul lavoro che svolgiamo (qualsiasi esso sia) e per avere ottimi spunti per migliorarsi e proporre cose nuove. Sicuramente è anche occasione di confronto con i colleghi e dal confronto non può che nascere una sintesi che migliora tutta il movimento delle professionalità legate al libro.
Pur non essendo del settore, è lampante quanto questa fiera rappresenti un’occasione fondamentale per far incontrare autori-editori-distributori: nei tavoli dei vari stand si scrivono e firmano contratti che porteranno uno scambio e una traduzione in più lingue di tanti libri per bambini.

Non ho molte critiche da muovere a questa grande macchina, forse esserci andato il primo giorno mi ha favorito nel non trovare troppa confusione, ma in linea di massima mi è sembrato organizzato tutto in maniera efficiente. Qualche incontro, come quello con Tognolini, forse poteva essere organizzato in uno spazio più grande, ma a parte ciò, si può dire che ben poco è lasciato al caso.

Ultimo appunto, forse una nota dolente: la fiera è sicuramente riservata agli addetti ai lavori e si presenta come un momento di accrescimento e di investimento personale, i biglietti sono venduti a prezzi non contenuti. Il biglietto giornaliero costa ben 37 euro, per due giorni servono 67 euro e per quattro giorni 90 euro. Se si è soci AIB viene inviato un codice con cui riscattare un biglietto gratuito per un giorno. Probabilmente anche altri enti rilasciano codici per biglietti omaggio, ma sinceramente non so quali siano.

Bibliotecario, storico, prof, amante della fotografia e dell’arte…ma soprattutto curioso. Percorro nuove strade per approfondire quelle già battute. Iscritto all’AIB, credo nella biblioteca come luogo fondamentale di una comunità, servizio non soltanto utile ma necessario.

Will

Bibliotecario, storico, prof, amante della fotografia e dell'arte...ma soprattutto curioso. Percorro nuove strade per approfondire quelle già battute. Iscritto all'AIB, credo nella biblioteca come luogo fondamentale di una comunità, servizio non soltanto utile ma necessario.

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