Vite infinite. Memorie ad accesso casuale di un videogamer

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Vite infinite. Memorie ad accesso casuale di un videogamer è un libro di Diego K. Pierini che ci fa fare un salto nel passato, nel periodo in cui stavano venendo alla luce i primi videogiochi.

Dove collocare questo libro non è semplice: per stessa ammissione dell’autore non è una biografia e non è un libro di storia, non ha neanche la pretesa di essere un libro di sociologia. In realtà, leggendolo, sembra un mix di tante cose. Biografia dell’autore, storia della tecnologia, cambiamenti sociali. C’è tutto.

Scritto in maniera piacevole, non è sempre un libro semplice. D’altra parte l’autore è laureato in filosofia ed è ben lontano dallo stereotipo di nerd che tanto ci è stato veicolato negli ultimi anni. Se pensate che sia un ragazzo sovrappeso, pieno di brufoli anche se ha 40 anni e che non ha mai studiato vi sbagliate. L’autore di questo libro è un’altra cosa, laureato – come già detto – in filosofia, si occupa di teatro, film, musica e cinema. Insomma, una persona normale con il problema di avere (e aver avuto) una grande passione per i videogames. Per chiudere questa postilla sull’autore vi lascio il link a una sua intervista sul sito retrogamingplanet.it.

Il libro invece ci proietta nei panni di un ragazzino nato negli anni ’70 che a metà anni ’80 vive in prima persona l’avvento sempre più massiccio dei videogiochi. Non solo lui, ma è una memoria condivisa fra centinaia di ragazzi. Le prime sale giochi ma anche il gioco che entra nelle case con i primissimi computer e il floppy disk. S’intrecciano vari mondi. Quello aggregativo della sala giochi dove le sfide tra campioni del joystick erano all’ordine del giorno, dove si idolatravano i migliori e si faceva a gara per osservali giocare, sperando di apprendere qualcosa. Ma c’è anche un mondo più privato, quello del gioco a casa, nella propria stanzetta; un mondo che solo in parte non ha contatti con l’esterno perché i primi videogiochi erano veramente oggetto di pirateria selvaggia e quindi si raccontano i rapporti uno a uno tra gamer e “spacciatore” di floppy disk.

Ma oltre a queste esperienze e a mostrarci come si stava evolvendo la tecnologia del tempo, il libro ci racconta i giochi. Tanti titoli, più o meno famosi, descritti fugacemente ma che nel complesso ci fanno capire come il gioco al computer sia cambiato tecnicamente e dal punto di vista grafico. Bellissime, per esempio, le pagine che parlano dell’arrivo di Doom: un gioco innovativo dove i nemici da uccidere ti venivano addosso, una cosa che prima non si era mai vista!

Nel libro c’è anche lo scontro tra personal computer di varie marche e qualità. Scontro in cui tutti quelli nati fra metà anni ’70 e metà anni ’80 sono passati, perché c’era sempre un amico con un computer migliore del tuo. Probabilmente non era neanche migliore ma faceva cose che il tuo non poteva fare. Questo scontro fu superato e si creò un certo livellamento (inarrestabile) con l’arrivo delle consolle da gioco. L’autore conosce bene questa dinamica e non perde l’occasione di illuminarci anche su ciò.

Concludendo, senza andare oltre, il libro è un bel saggio e per chi ha vissuto quegli anni di grandi cambiamenti è sicuramente un tuffo nel passato: tanti ricordi ma anche tante informazioni che al tempo erano sfuggite. Se invece siete persone che non si sono mai interessate ai videogames forse il libro potrà sembrarvi inutile ma, anche se non capirete molte cose, vi garantisco che è affascinante vedere come i banali videogiochi riuscissero a creare una rete di persone anche senza internet, potete leggere il libro come una sorta di saggio storico-sociologico, perché, anche se l’autore dice il contrario, questo libro è proprio questo.

Kindle vs Kobo: la battaglia degli e-reader

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Se state cercando di capire quale e-reader acquistare avrete già letto qualche decina di post. Questo non è di certo il primo articolo che parla dell’eterna sfida tra Kobo e Kindle. Ma c’è anche una terza via…

Vediamo a maggio 2018 a che punto è la sfida e cosa offre il mercato degli e-reader. Mi limito a trattare il Kobo e il Kindle perché i tablet credo siano davvero poco adatti alla lettura di libri. Ma se siete arrivati qui già sapete la forza degli e-reader nei confronti dei tablet: e-ink (inchiostro elettroforetico, cioè carta digitale) contro schermo retroilluminato. Cosa significa? Gli e-reader non proiettano luci, hanno una superficie dove si formano le parole che rimangono lì stampate (spiegazione su Wikipedia), i tablet invece hanno una luce che proietta quello che c’è sullo schermo. E come ci dicono sempre, stare troppo davanti a schermi luminosi non fa benissimo…

Esistono e-reader meno noti, come il Tolino, che stanno però emergendo e sono attualmente una valida alternativa ai più famosi Kobo e Kindle. Il mercato è vario ma, di fatto, offre gli stessi spezzoni. L’offerta varia nomi e prezzi (di poco) ma le aziende attualmente puntano su quattro prodotti di fasce diverse. Qui prendiamo in esame i due prodotti all’antitesi: il più costoso e performante e il meno costoso e con caratteristiche più limitate.

Subito da dire una cosa che differenzia i prodotti e che mi fece a suo tempo propendere per l’acquisto di un Kobo e non di un Kindle: la compatibilità dei file. Kindle legge molti file, ovviamente il formato di Amazon, i TXT, i MOBI e i PDF, ma non accetta i diffusissimi Epub. Un problema di non poco conto…Esiste un modo per convertire i file ma meno tempo si perde e fare certe cose e meglio è. Valutate bene anche dove avete intenzione di acquistare i vostri e-book…se farete tutto su Amazon non avrete problemi ma siete vincolati a rimanere su quella piattaforma.

De seguito l’offerta Kindle su Amazon. Si trovano anche altre versione del Paperwhite ma si differenziano sostanzialmente, oltre che per il prezzo, per la connettività.

Il nuovo Kindle Oasis è il prodotto top di Amazon: resistente all’acqua, schermo da 7” ad alta risoluzione (300 ppi), 8GB, connettività Wi-Fi (o Wi-Fi + 3G).  Disponibile in due colori (grafite e oro), la carica della batteria dura per ben due settimane. Molto interessante la resistenza all’acqua, ormai una caratteristica che sta prendendo sempre più importanza nei prodotti informatici da viaggio. Disponibile in due versioni: 8 o 32 GB. Luce integrata per leggere anche al buio e forma totalmente nuova, per un’impugnatura più comoda.
Il prezzo parte dai 249,99 € per arriva ai 399,99 € della versione 32 GB e Wi-Fi + 3G.

Invece il prodotto più a buon mercato di Amazon è il (semplice) Kindle. Prezzo davvero ottimo, solo 69,99 €. Si tratta di un lettore piccolo e comodo, ovviamente non ha tutta una serie di caratteristiche che hanno i suoi fratelli maggiori. Memoria da 4 GB e risoluzione dello schermo a 167 ppi, batteria comunque ottima che garantisce un paio di settimane di lettura senza ricarica. Si tratta di uno strumento comodo e agile, da mettere nelle borsa e tirarlo fuori in metropolitana e in un qualsiasi momento di pausa.

Nel mezzo c’è la serie Paperwhite, forse la migliore per qualità/prezzo (si parte dai 129,99 €) e la Voyage, molto simile alla Paperwhite ma con l’illuminazione integrata (si parte da 189,99 €).

Vediamo ora l’offerta Rakuten Kobo, qui sotto i prezzi su Amazon. Kobo lo potete trovare con facilità anche nei negozi fisici.

Oltre a questi è commercializzato ancora la prima versione del Kobo Aura H2O (lo trovate nel sito Kobo). Nel sito trovate anche tutti gli altri prodotti, su Amazon costano una decina di euro meno. Non chiedetemi che politica commerciale ci sia dietro…

Il Kobo Aura One è il prodotto di punta, ha un prezzo di 229,99 €. Completamente impermeabile ha una memoria interna di 8 GB. Lo schermo è da 7,8 pollici e, ovviamente, a 300 dpi. Anche in questo caso la batteria dura molto, non ci dicono quanto perché dipende tutto dall’uso che ne viene fatto. Luce frontale, connettività Wi-Fi e microUSB.

Il prodotto meno costoso è il Kobo Aura Edition 2: 99,99 €. Caratteristiche simili a quelle del top di gamma ma con 4 GB di memoria interna, non è impermeabile ma ha l’illuminazione per leggere al buio. Non ci sono molte altre cose da dire, si tratta di un ottimo prodotto, se il Kindle base vi sembra troppo poco questo può essere un’ottima alternativa e un ottimo compromesso tra qualità e prezzo (questo ha la luce per leggere al buio, il Kindle no).

Vediamo adesso i meno famosi Tolino:

I prodotti Tolino nascono in Germania da una cordata di imprese che hanno investito nel progetto dando vita a una terzo polo di ereader. In Italia il partner è IBS.

Anche in questo caso vengono proposti quattro prodotti più o meno preformanti; in realtà, sul sito IBS, sembra sia possibile acquistare soltanto il top e quello meno costoso. Evidentemente la politica è quella di tenere un prodotto a buon mercato e lasciare soltanto un prodotto di alto livello che va a sostituire i vecchi modelli.

Il top si chiama Tolino Vision 4 HD: schermo di 6 pollici a 300 ppi con luce frontale regolabile, 8 GB di memoria (6 disponibili per ii libri), impermeabile, WLAN e USB, batteria che dovrebbe durare poco meno di due mesi.

Il prodotto meno costoso della serie è invece il Tolino Page con schermo da 6 pollici. Non è dichiarata la risoluzione (o almeno non sono riuscito a trovarla), ma probabilmente è a 166 dpi, come i suoi concorrenti a basso costo. Ci sono 4 GB di memoria (2 per i libri), WLAN. Come si capisce, è un prodotto con diversi limiti, forse il più limitato anche nei confronti della concorrenza.

E dopo tutte queste parole, cosa scegliere?

Dipende molto da quanto si vuole spendere e in che condizioni si vuole utilizzare il nostro ereader. Se siamo grandi lettori e pensiamo di usare molto il nostro lettore con inchiostro digitale, magari in spiaggia o in barca, merita orientarsi su prodotti di fascia medio alta. Ormai sono quasi tutti impermeabili e questa caratteristica non è più un optional di poco conto. Le altre caratteristiche, come avrete capito, sono simili. La risoluzione per i prodotti top è sempre a 300 ppi e la batteria dura davvero circa due mesi. Valutate anche l’ergonomia e l’estetica.

Se siete alla prima esperienza e ancora non sapere se vi troverete bene a leggere l’E-ink, vi conviene orientarvi su prodotti meno costosi. Sono spesso più che validi per la lettura anche se non hanno risoluzione ottima. L’unica cosa che mi sento davvero di consigliarvi è l’illuminazione: quando siete sul letto vi farà comodo per non dover tenere la luce accesa. Non fate troppo caso allo spazio di archiviazione, entrano più o meno 1000 libri ogni GB, sono davvero tantissimi!

Tenete conto anche di quanto detto a inizio articolo. il prodotto Amazon Kindle è ottimo e esce in diverse versioni con diversi prezzi, però ha dei limiti con la compatibilità dei file, vi lega un po’ di più ad Amazon mentre Kobo e Tolino offrono maggiore compatibilità.

 

Lei. La biografia illustrata di Vivian Maier

Il titolo è breve e semplice: Lei. E lei è Vivian Maier, conosciuta come una delle massime esponenti della street photography. Questo libro, che trasuda passione, è una biografia molto illustrata e con poche frasi.

lei vivian maierIl libro funziona e ha un target di età molto ampio, è godibile sia da un bambino delle scuole medie che da un ragazzo delle superiori. Soprattutto le ragazze lo apprezzeranno molto, identificandosi nella figura di questa donna – un po’ strana – che senza saperlo ha fatto parte di una corrente fotografica tra le più fortunate del ‘900.

Ormai è già stato detto molto di questa opera, una tra le più apprezzate degli ultimi anni e proposta in varie salse ai ragazzi delle scuole. Risulta comunque importante parlarne perché è un libro di grande impatto sui giovani lettori. Vivian Maier è stata una donna che ha vissuto semplicemente, ha condotto una vita normale svolgendo lavori normali, un’artista che non sapeva di esserlo. Si dice fosse burbera ma sicuramente amava il prossimo come pochi altri. Un amore che la portava a fotografare le scene ma soprattutto le persone che incontrava quotidianamente.

Il fotografare il suo presente fatto di cose routinarie l’ha resa grande. E ancora più grande perché donna, in un periodo in cui la scena della street photography era dominata da uomini: mentre maestri assoluti della fotografia come Henry Cartier-Bresson si stavano affermando a livello mondiale, Vivian Maier faceva di lavoro la baby-sitter e intanto scattava fotografie. Poi le sviluppava in proprio, in “studi fotografici” improvvisati e ammassava i negativi in scatoloni.

L’arte di Vivian Maier è uscita allo scoperto nel 2007 quasi per caso (lei sarebbe morta qualche anno dopo): John Maloof voleva fare una ricerca su Chicago e acquistò all’astAutoritratto Vivian Maiera per 380 dollari una serie di oggetti del passato, tra i quali c’erano anche i negativi di Vivian. Da lì la ricerca biografica sull’autrice di quelle foto e il percorso che ha portato la Maier a essere riconosciuta come una delle fotografe più importanti del ‘900 e un’icona femminile del suo tempo.

Il libro Рillustrato magistralmente Рprende spunto dalle immagini di Vivian, la stessa immagine della copertina ̬ ispirata a uno dei famosi autoritratti.

Tutti questi elementi fanno del libro di Cinzia Ghigliano un’opera destinata a rimanere nel tempo. A raccontare la vita dei grandi artisti si rischia di cadere nel banale, raccontarla poi con delle illustrazioni può portare a storie poco comprensibili.

Vivian Maier ci ha raccontato i volti e le strade del suo tempo ma con le sue foto ci ha anche lasciato la sua autobiografia: l’autrice del libro è stata abilissima a capire ciò e a narrare la vita di Vivian Maier con una capacità unica, illustrando la biografia di Vivian ripercorrendo le sue immagini e usando poco testo. Un altro punto di forza è proprio quello di lasciar parlare le immagini e i ragazzi e ragazze che hanno avuto la possibilità di sfogliare questo libro sono stati entusiasti di scoprire la personalità e l’arte di una donna come Vivian Maier.

Il libro è del 2006, edito da Orecchio Acerbo. Per acquistarlo su Amazon: Lei. Vivian Maier

CoderDojo in biblioteca

Si stanno diffondendo sempre di più e sono eventi molto partecipati, scopriamo cosa sono i Coderdojo e perché si integrano bene negli spazi di una biblioteca.

coderdojo-logoI CoderDojo sono gruppi di persone che si prefiggono l’obiettivo di insegnare gratuitamente la programmazione informatica ai più piccoli. In Italia sono attivi dal 2012 circa 40 club che organizzano eventi e incontri seguendo le indicazioni dello statuto internazionale. Incontri e eventi vengono organizzati senza scopo di lucro, l’unico obiettivo è quello di insegnare le basi del codice (html, java, css) ai ragazzi delle scuole elementari e medie rendendo la materia il più divertente possibile. Per ogni informazione su come organizzare un Dojo è possibile consultare il sito ufficiale www.coderdojoitalia.org.

Come entrano in contatto il mondo della programmazione informatica per i più piccoli e le biblioteche? I Dojo spesso si appoggiano agli istituti scolastici per avere uno spazio dove svolgere le attività. A volte capita che non ci siano spazi liberi e le biblioteche vengono incontro alle esigenze del club locale.

In realtà, grazie anche a un sottobosco di bibliotecari nerd e a un’apertura mentale sempre maggiore da parte dei dirigenti di biblioteca, il mondo dell’informatica è sempre più ben voluto all’interno delle biblioteche. D’altronde la gestione informatica dei dati fa parte del lavoro del bibliotecario da ormai più di un ventennio. Quindi capita spesso che le biblioteche e i club Dojo entrino in contatto diretto per collaborare e, di solito, la collaborazione è proficua per entrambe le realtà.

La sperimentazione in biblioteca del CoderDojo è incentivata anche dal gruppo AIB che gestisce la Giornata Internazionale del Gioco, in quanto i ragazzi e le ragazze che partecipano a un evento del CoderDojo imparano le basi della programmazione informatica ma, soprattutto, si divertono! L’insegnamento della programmazione informatica non passa infatti attraverso lezioni frontali ma viene veicolato tramite la partecipazione attiva dei ragazzi.

Le biblioteche che ospitano e propongono il CoderDojo offrono a un target di età notoriamente difficile (quello delle scuole medie) la possibilità di entrare in contatto con il mondo della biblioteca, di frequentare in maniera totalmente differente e divertente un posto che viene spesso percepito come noioso. La biblioteca, dal canto suo, raggiunge il suo obiettivo di istituzione di formazione per l’intera collettività.

 

Vincitori 2018 Premio Nazionale Nati per Leggere

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Sono stati pubblicati di recente i vincitori 2018 del Premio Nazionale Nati per Leggere. Riproponiamo e omaggiamo anche qui i migliori libri e progetti.

Il premio è arrivato alla sua nona edizione. I vincitori dell’ambito riconoscimento saranno premiati al Salone Internazionale del Libro di Torino il prossimo 14 maggio.

Ma vediamo chi sono i vincitori del premio (anzi, dei vari premi)!

Sezione Nascere con i Libri (6-18 mesi): Il viaggio di Piedino di Elisa Mazzoli e Marianna Balducci (Bacchilega Junior, 2018). Motivazione: «una prova riuscita di far convivere due linguaggi visivi differenti, in questo dialogo la parte fotografica risulta la più convincente».

Sezione Nascere con i Libri (18-36 mesi): due vincitori («per dare visibilità a paesaggi visivi e linguaggi grafici differenti»): Storie della notte (Topipittori, 2017) dell’autrice e illustratrice anglo-svedese Kitty Crowther. Motivazione: «l’autrice riesce sempre a rappresentare perfettamente emozioni e sentimenti, attraverso un segno grafico personalissimo, evocativo ed incisivo al tempo stesso»; e Il Carretto di Max dell’autrice svedese Barbro Lindgren e dell’illustratrice svedese Eva Eriksson (i bohemini-maxi, 2018). Motivazione: «Attraverso la semplicità narrativa mette in luce diversi elementi come l’ironia, la freschezza, l’animismo degli oggetti e un finale inaspettato».

Sezione Nascere con i Libri (3-6 anni): Un orso sullo stomaco di Noemi Vola (Corraini Edizioni, 2017). «Storia divertente dal ritmo vivace, grazie all’uso pertinente degli opposti grafici e linguistici. Una limpida rappresentazione delle relazioni umane, adatta ai bambini ma anche agli adulti».

La giuria ha dato una menzione speciale all’editore Minibombo: «per la riconoscibile identità editoriale e la cura delle pubblicazioni. Per la capacità di dialogare con i bambini, attraverso linguaggi diversi, entrando in sintonia con loro e avvicinandoli alla lettura».

Sezione Crescere con i Libri: Non voglio traslocare! di Stephanie Blake (Babalibri, 2017), scelto e votato dai piccoli lettori e dai loro genitori su un tema specifico: il tema dell’edizione 2018 è “Un posto per crescere: la tana e la casa”.

Per la sezione Reti di Libri (miglior progetto di promozione della lettura rivolto ai bambini tra 0 e 6 anni) ottengono il riconoscimento:

Progetti consolidati: Sistema bibliotecario del Vittoriese (TV)  – Titolo progetto: Progetto locale Nati per Leggere «Si premia un progetto ricco e articolato, diffuso su una rete capillare e integrata, volto a promuovere la lettura sin dal periodo prenatale. Dispone anche di materiali informativi in lingua straniera.

Progetti esordienti: Biblioteca comunale di Cisterna di Latina  – Titolo progetto: LeggiAmo.  «La Biblioteca di Cisterna ha promosso e attivato una rete con le biblioteche comunali di Aprilia e Cori, coinvolgendo i pediatri di base operanti nei due territori limitrofi, svolgendo attività in rete di promozione alla lettura dal prenatale all’età prescolare e lavoro di formazione per adulti. Lodevole la presentazione della rete e l’impegno nella comunicazione e nella partecipazione a eventi nazionali di promozione alla lettura».

La sezione Pasquale Causa (pediatra che promuove presso le famiglie la pratica della lettura ad alta voce) decreta vincitore il dottore Domenico Capomolla di Reggio Calabria. «Cofondatore del gruppo Nati per Leggere di Reggio Calabria, ha contribuito personalmente a trovare fondi per promuovere il progetto. Utilizza il libro come strumento di valutazione dello sviluppo del bambino e promuove la lettura oltre l’ambulatorio, utilizzando diverse forme di comunicazione».

Per ogni altra informazione sul premio e il progetto NPL potete consultare il sito del progetto: www.natiperleggere.it

Dal convegno IFLA alla Biblioteca delle Oblate di Firenze

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Lo scorso 13 aprile si è svolto, presso la Biblioteca delle Oblate a Firenze, il convegno Fai sentire la tua voce: un invito alla discussione sulle nuove linee guida IFLA per le biblioteche per ragazzi e giovani adulti.

Il convegno è stata l’occasione per i bibliotecari di confrontarsi su vari temi e fare le proprie proposte da inserire nel documento finale che verrà presentato ad agosto 2018. Quindi un convegno ma anche e soprattutto un evento partecipato che per la prima volta è arrivato in Italia.

Proprio la natura partecipata del convegno, fortemente voluta dai membri del Committee IFLA Libraries for Children and Young Adults, impedisce di fare un resoconto preciso ma, al tempo stesso, permette di offrire alcuni strumenti utili per i bibliotecari.

In fondo all’articolo è possibile trovare in download le vecchie linee guida IFLA per i servizi bibliotecari per ragazzi. Un punto di partenza per ragionare sulle nuove linee guida che dovranno aggiornarsi recependo cambiamenti della società e delle tecnologie.

ifla_catalogue_newUn altro importante spunto è stato dato dalla presentazione del The World Through Picture Books, una lista annotata di libri illustrati per bambini consigliati dai bibliotecari. Uno strumento utile sia per gli utenti che per i bibliotecari che possono così confrontarsi con le scelte dei colleghi.

Ogni nazione partecipante ha una propria lista di albi che è stata realizzata grazie alle segnalazioni dei bibliotecari e all’attenta analisi che è stata fatta dei libri in questione.

Questo progetto è stato lanciato nel 2011, nel 2012 è stata proposta la prima edizione. Ne 2015 è uscita la seconda edizione che aggiorna e amplia la prima. Adesso è possibile trovare 500 libri in 37 lingue!

Altre informazioni più dettagliate si possono trovare nella pagina del progetto nel sito IFLA. Sperando di fare cosa gradita rendiamo disponibile anche su questo sito il pdf The World Through Picture Books.

Un’altra iniziativa presentata dall’IFLA Section Libraries for Children and Young Adults è la Sister libraries. Si tratta di stringere gemellaggi tra le sezioni ragazzi di varie biblioteche, possibilmente appartenenti a stati e culture diverse, per scambiarsi punti di vista e pratiche bibliotecarie. Con un gemellaggio è possibile scambiare conoscenze, materiali e modalità di gestione delle sezioni ragazzi e YA. Anche in questo caso il sito IFLA ha un’importante sezione dedicata al progetto che invitiamo a consultare.

Un altro progetto che viene portato avanti sono le Best pratices: si tratta di un canale youtube dove vengono inseriti video di eventi e iniziative che possono essere considerate buone pratiche da poter applicare anche ad altre realtà. Sicuramente un ottimo strumento per i bibliotecari che possono così orientarsi e farsi un’idea su quanto viene organizzato dai colleghi in giro per il mondo.
Come esempio, inseriamo il video della notte dedicata a Roald Dahl alla biblioteca di Scandicci.

In conclusione, la mattinata del convegno è stata molto utile per capire lo stato dell’arte delle nuove linee guida IFLA per le biblioteche per ragazzi e giovani adulti. Un incontro che però ha anche permesso alla commissione IFLA di presentarsi e mostrare i progetti che già ci sono.

La discussione tra bibliotecari avrà sicuramente dato spunti interessanti ai membri della commissione e ha messo in risalto le criticità: gli spazi che mancano sempre e l’età critica 11-14 anni in cui i ragazzi tendono ad allontanarsi dalle biblioteche.

Molto apprezzabile l’intento degli organizzatori e del Committee IFLA Libraries for Children and Young Adults che sta cercando di scrivere le nuove linee guida insieme ai bibliotecari, mostrando grande apertura nei confronti del dialogo.

L’evento è stato utilissimo anche per capire il lavoro che viene fatto dalla commissione ed essere aggiornati sui progetti in corso, sicuramente strumenti utili nell’attività di bibliotecari di tutti i giorni.

Un grande ringraziamento va invece a chi ha portato l’evento a Firenze, per la prima volta in Italia, facendo sì che il nostro Paese sia stato inserito come parte attiva nella discussione sulle nuove regole: AIB Commissione e servizi per ragazzi, AIB Sezione Toscana, Biblioteche Comunali Fiorentine e la collega Antonella Lamberti che fa parte del Committee IFLA Libraries for Children and Young Adults e si è spesa in prima persona per realizzare l’evento.

Cos’è lo Scudo blu internazionale: la Croce Rossa dei beni culturali, delle biblioteche e degli archivi

Non tutti conoscono lo Scudo blu internazionale (Blue shield). Grazie alla collaborazione di Massimo e al Centro Studi Maniscalco è possibile pubblicare questa presentazione.

scudo blu blue shieldLo Scudo blu internazionale viene fondato nel 1996 come ICBS International Commitee of the Blue Shield, prende il nome dal simbolo specificato nella Convenzione de L’Aja del 1954 per la protezione dei Beni Culturali nei conflitti armati, per la difesa dei quali vengono promosse azioni di protezione, prevenzione e sicurezza in tutte le situazioni rischiose, come i conflitti armati e le calamità naturali. Vede l’adesione di ICA (Council of Archives) ICOM (International Council of Museums) ICOMOS (International Council on Monuments and Sites) e IFLA (International Federation of Library Associations and Institutions) e ha già numerosi Comitati Nazionali. Nel 2004 ha svolto a Torino il suo primo meeting mondiale, chiusosi alla Venaria Reale con l’approvazione della Turin Declaration

Lo Scudo Blu, ispirato alla Croce Rossa, come ha sintetizzato efficacemente Fabio Maniscalco in un’intervista al Giornale dell’Arte,

è volto a costituire una struttura assai snella, al fine di assicurare un’efficace tutela dei beni culturali in caso di conflitto, oppure di calamità naturali: quando cioè l’urgenza degli interventi, il vuoto di potere, l’eccezionalità dei provvedimenti, e in ultima analisi la mancanza di controlli e l’assenza di competenze qualificate, rischiano di compromettere seriamente quanto resta di un patrimonio già compromesso da eventi luttuosi.

L’ONG, da molti definita la Croce Rossa dei Beni Culturali, è stata riconosciuta dall’UNESCO dalle Organizzazioni internazionali e dai Governi che hanno sottoscritto il II Protocollo addizionale del 1999 alla Convenzione dell’Aya del 1954; una delegazione partecipa sin dal 2005 a tutte le Conferenze e riunioni del Comitato intergovernativo per la protezione dei Beni culturali, che dal 2012 ha riconosciuto all’ICBS il ruolo di partnership, alla pari del CICR, dell’ICCROM e dell’IIHL.

In Italia, sin dal 2002, la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha posto il progetto dello Scudo blu italiano sotto i suoi auspici. Il 12 febbraio 2003, il Comitato Promotore del futuro Scudo blu italiano, cui avevano partecipato o aderito 14 organizzazioni specializzate nel settore della Protezione dei Beni Culturali nelle situazioni di rischio (guerre, calamità naturali, inquinamento, ecc.) tra cui Italia Nostra e Legambiente, aveva approvato in via definitiva lo Statuto, dopo il parere favorevole espresso nel novembre 2002 dall’ICBS. Dopo una lunga pausa di riflessione, in seguito alla ratifica del II Protocollo da parte dell’Italia (marzo 2009), e l’organizzazione a Sanremo del primo Meeting internazionale di Esperti ICBS-CICR-UNESCO, sotto l’egida del Governo Italiano, nel 2014 ICOM e ICOMOS hanno ripreso l’iniziativa sotto gli auspici della CNI per l’UNESCO; ora è quindi indispensabile almeno l’adesione di AIB e ANAI, per rendere finalmente effettiva e definitiva la fondazione dello Scudo Blu Italiano, cui sono da tempo interessati e pronti ad aderire numerosi soggetti italiani già operativi sul territorio e in area di crisi come WATCH, CHIEF, Proteggere Insieme e molti altri.

In attesa della costituzione dello Scudo Blu Italiano, oltre un centinaio di istituzioni e di esperti italiani hanno aderito alla rete internazionale “Blue Shield Network”, che ha in Italia il suo Contact point presso il Centro Alti Studi “F.Maniscalco”; la rete ha però solo compiti di studio e ricerca, condivisione della conoscenza, collaborazione e progettazione a livello nazionale e internazionale.

http://www.ancbs.org/cms/en/home2/9-on-file-past-damage/11-blue-shield-network

Altri rimandi e riferimenti bibliografici on line:

http://www.unesco.org/new/en/culture/themes/armed-conflict-and-heritage/partnerships/partnerships/

http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2003/5/125311.html

http://www.aedon.mulino.it/archivio/2012/1_2/carcione.htm

http://www.predella.it/index.php/component/content/article.html?id=22:32-4&catid=2:non-categorizzato

https://www.facebook.com/centrostudimaniscalco/

La stanza profonda di Vanni Santoni

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Si tratta di un libro che mi ha trascinato all’interno delle sue pagine. Letto in brevissimo tempo, La stanza profonda di Vanni Santoni, rappresenta un romanzo di nicchia che non piacerà a tutti. Non è necessario essere entrati in una stanza profonda per godere a pieno di questa opera ma qualcosa sui giochi di ruolo va saputa.

Chi è entrato in una stanza profonda troverà tanti punti in comune con i protagonisti di questo romanzo, così come si identificheranno in loro molto bene quelli nati tra gli anni ’70 e ’80. La stanza profonda diventa un luogo cardine del romanzo ma in realtà la stanza profonda è un posto ed altri mille. Stanze più o meno illuminate che nelle serate degli adolescenti di provincia diventano bunker quasi impenetrabili. Quasi, perché ogni tanto qualcuno di nuovo entra…magari sta poco, fa una partita e poi scompare.

Vanni Santoni scrive questo romanzo e ci porta nel suo mondo: adolescenti avidi lettori di manuali di giochi di ruolo, estati passate a progettare storie avvincenti, amici che vanno e vengono e che, in alcuni casi, sono legati soltanto dal gioco. Serate iniziate dopo cena e finite all’alba nello scantinato di una casa di campagna, tra birre, sigarette e, ogni tanto, una canna. Matita in mano, dadi sul tavolo e qualche pezzo di carta. Poi ci sono loro con le loro scelte. La forza del gioco di ruolo è proprio quella di unire gente che altrimenti neanche si sarebbe parlata. Il gioco di ruolo tiene insieme un gruppo di persone con un obiettivo comune. Vita reale e vita da giocatori si mescolano e diventano tutt’uno.

C’è tanto di vero in questa storia che Santoni sa magistralmente raccontare, unendo avvenimenti che non sappiamo se siano veri o frutto dell’immaginazione. Il libro ha poco più di 150 pagine ma basta per far capire l’aria che si respira intorno a un tavolo dove si gioca a D&D o ad altri giochi simili.

Se si conoscono i giochi di ruolo e il mondo della provincia è sicuramente più facile entrare nella mente dei personaggi e respirare gli odori dei luoghi, ma anche se non siamo avvezzi a tutto ciò, l’idea di cosa è un gioco di ruolo arriva…e non sarà necessariamente un’idea positiva.

Il libro, nello stile di Vanni Santoni, si interseca con gli altri scritti dall’autore. I personaggi già presenti in altri lavori ritornano e continuano a raccontarci la loro storia.

Il libro si presenta adatto a un pubblico di adulti nostalgici che hanno avuto a che fare con i giochi di ruolo nella loro gioventù. Al contempo, il racconto in stile biografico si presenta ottimo anche per un pubblico di giovani adulti che dopo la lettura potrebbero addirittura aver voglia di approfondire il mondo di D&D. In una biblioteca, se presente una sezione giochi o una sala dedicata ai giovani, questo libro non può mancare.

Per acquistare il libro su Amazon: La stanza profonda

Leggenda – Festival della lettura e dell’ascolto a Empoli

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Si svolgerà a Empoli il 25, 26 e 27 maggio 2018 la prima edizione del Leggenda Festival, festa che coinvolgerà soprattutto i bambini da 0 a 14 anni ma anche le famiglie, gli insegnanti, gli autori e gli editori.

leggenda festival empoliL’evento si propone di essere una grande festa di tre giorni che coinvolgerà soprattutto i bambini ma anche le famiglie e gli operatori che lavorano ogni giorno con i più giovani. La tre giorni è l’evento conclusivo di un percorso di formazione che dura tutto l’anno scolastico.

Il festival si svolgerà in vari luoghi della città di Empoli: Biblioteca comunale “Renato Fucini”, il Cenacolo degli Agostiniani, il Palazzo delle Esposizioni, la Sala Teatro Il Momento, il Muve – Museo del Vetro, il Parco Mariambini, il Minimal Teatro. Saranno allestite anche tre tendostrutture situate all’interno del Chiostro degli Agostiniani, in Piazza Farinata degli Uberti e in Piazza del Popolo. Nel Palazzo delle Esposizioni sarà allestita una mostra curata da Viruslibro, organizzata dalla Libreria Rinascita.

Davvero molti gli invitati al festival, in pratica tutti i migliori scrittori e illustratori per ragazzi italiani si ritroveranno a Empoli. Solo per fare alcuni nomi: Nicoletta Costa, Silvia Roncaglia, Guido Sgardoli, Simone Frasca, Martoz, Bruno Tognolini, Giorgio Scaramuzzino, Gek Tessaro, Davide Morosinotto e Antonio Ferrara.

Con tutti questi ospiti il programma non può che essere molto ricco di iniziative. Il dettaglio lo si può trovare nel pdf allegato a questo articolo o nel sito ufficiale del festival. Per eventuali modifiche e cambiamenti dell’ultima ora si consiglia sempre di controllare il sito ufficiale.

Senza scendere troppo nei dettagli, il programma offrirà molti incontri con l’autore ma anche letture animate e spettacoli teatrali. Il programma è studiato per mettere in evidenza quali incontri sono indicati per adulti e quali per bambini e ragazzi.

Ecco il programma completo in PDF: 

 

 

A piedi nudi su Marte di Adrian Fartade

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A piedi nudi su Marte. Viaggio nel sistema solare interno: 4 pianeti, 3 lune e una stella coi fiocchi sono il titolo e sottotitolo del libro uscito il 10 aprile 2018 e scritto da Adrian Fartade, per Rizzoli.

Piccola nota personale ad anticipare il tutto. Ho conosciuto Adrian qualche anno fa all’università, nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo. Lui è più giovane di me e se non sbaglio era iscritto alla Laurea triennale in filosofia mentre io stavo già frequentando la specialistica. Ci ritrovammo a frequentare entrambi il corso di inglese, con frequenza obbligatoria (o quasi). Il corso di inglese, ma soprattutto l’esame, era uno spauracchio per noi aspiranti filosofi e storici. Adrian dimostrava di sapere molto bene l’inglese ed era il più ambito da avere al proprio fianco durante lo scritto. Mi ricordo che era un tipo molto impegnato, un po’ sulle sue, e non mi sembra di averci parlato mai più di tanto. Io mi ricordo di lui, forse lui di me non si ricorda neanche. Mi ricordo che iniziai a seguire il suo canale su Youtube quando ancora non aveva molti seguaci e ho seguito molte volte le sue dirette notturne a parlare di spazio (sono sempre stato affascinato dall’universo e i suoi segreti). Sullo schermo non era affatto sulle sue, anzi! Gli feci anche la stupida domanda su come mai una persona così interessata allo spazio avesse scelto di laurearsi in filosofia…come se io non avessi già fatto esami su esami su Galileo! In realtà volevo che dicesse agli altri che seguivano il canale quanto la filosofia sia importante per l’esplorazione spaziale. Per finire questa storia personale: facemmo l’esame di inglese in giorni e classi diverse, entrambi lo passammo. Con il tempo ho capito perché sapeva bene l’inglese: passava ore e ore a leggere articoli scientifici in lingua inglese per aggiornarsi sullo stato dell’arte dell’esplorazione spaziale (e, sono convinto, non solo).

Dopo tanti anni è diventato uno youtuber molto apprezzato e seguito, partecipa a programmi radio con il Trio Medusa, conduce trasmissioni televisive, fa teatro e porta in giro la scienza. Riassumendo: fa il divulgatore scientifico divertente (che non vuol dire essere dei giullari). E alla fine ha scritto anche un libro che si presenta come un viaggio fantastico nel sistema solare, una visita sui pianeti vicini alla Terra che diventano quasi luoghi da visitare…ed è proprio quello che fa l’esplorazione spaziale!

Un libro divulgativo senza dubbio ma che affronta in maniera semplice argomenti non sempre facili. Ricorrendo ad esempi divertenti Adrian riesce a raccontare l’esplorazione spaziale in maniera che tutti possano goderne. Non abbiate paura e lasciatevi trascinare dalle pagine di questo libro, ben scritto e che si lascia leggere facilmente. Si tratta di un libro che mostra anche come sia possibile imparare divertendosi leggendo un libro. Per ovvi motivi viene da suggerire il libro anche come proposta di lettura scolastica. Il fatto che Adrian sia anche uno youtuber molto apprezzato favorirà sicuramente la diffusione del libro fra i seguaci del suo canale e fra i ragazzi più giovani, che già conoscono l’autore attraverso il web.

Di seguito il link per comprare il libro su Amazon: A piedi nudi su Marte. Viaggio nel sistema solare interno: 4 pianeti, 3 lune e una stella coi fiocchi

Questo invece è il sito fondato da Adrian: www.link2universe.net

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