Elba Book: IV edizione

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Si svolgerà dal 17 al 20 luglio nel centro storico di Rio nell’Elba la quarta edizione dell’Elba Book.

Elba Book è un festival che vedrà la partecipazione di circa 30 editori e proporrà una serie di iniziative mirate. Come si legge nel comunicato stampa:

Elba Book è nato per includere e aiutare a comprendere la realtà grazie alla cultura, che connetterà ogni appuntamento in programma al tema del rinnovamento. Urbano, umano e sociale, la possibilità di interpretare ciò che è dato in maniera alternativa parte dalle risorse disponibili per ricollegarsi allo scorrere del tempo attraverso il coinvolgimento personale.

Il festival si svolgerà nel centro storico di Rio nell’Elba e rappresenta un’unicità, in quanto è l’unico festival di questo tipo presente nell’isola.

Dalla mattina alla sera si susseguiranno laboratori di riciclo per i più piccoli, degustazioni dei prodotti locali, performance, installazioni artistiche, spettacoli teatrali, escursioni, reading e concerti all’aperto. Grazie alla partnership con la compagnia Moby, per chi deciderà di partecipare, l’evento comincerà già sul traghetto con Moby Book.

Il programma completo 2018 può essere visionato nel sito internet ufficiale dell’evento, che deve essere preso come punto di riferimento anche per eventuali modifiche dell’ultim’ora: www.elbabookfestival.com/programma-elbabook-2018

Risposta dell’AIB al Comune di Parma sull’appalto dei servizi bibliotecari

Pubblico volentieri la risposta dell’AIB al Comune di Parma riguardante la querelle sull’appalto dei servizi bibliotecari dell’ente emiliano.

Al di là del singolo, comunque cosa di non poco conto, è un importante passo avanti sulla contrattazione degli appalti e potrebbe diventare un caso guida per il futuro.

Ci tengo a pubblicarlo anche perché dopo l’ultimo articolo temo che qualcuno abbia frainteso i miei intenti, che erano quelli di sostenere e approvare l’attuale buon operato dell’AIB!

Di seguito l’intera risposta:

Al Direttore del Settore cultura
Comune di Parma
Dott.ssa Flora Raffa
f.raffa@comune.parma.it

Al Sindaco del Comune di Parma
Federico Pizzarotti
comunediparma@postemailcertificata.it

e p.c. Legacoopsociali
segreteria@legacoopsociali.it

Oggetto: Gara d’appalto per la gestione integrale del complesso bibliotecario del San Paolo, oltre alla gestione delle biblioteche “Civica”, “Alice” e “Cesare Pavese” nel fine settimana. Anni 3. CIG 7426499CD6.
Riferimento: Vs. nota del 14 giugno u.s.

Gentilissima Dottoressa,

diamo seguito alla Sua nota del 14 giugno u.s., ribadendo come i rilievi dai noi proposti riguardassero e riguardino i limiti imposti dall’importo a base d’asta sia rispetto al corretto inquadramento contrattuale, sia rispetto alla possibilità per l’appaltatore di corrispondere le indennità dovute agli operatori chiamati a lavorare “nel fine settimana” o comunque le indennità spettanti ai lavoratori in turno.

Rileviamo come la documentazione riguardante controversie tra terzi, prodotta a supporto delle vostre controdeduzioni, non sia pertinente rispetto alle nostre osservazioni.

In particolare,
– il parere dell’ANAC espresso con delibera 438 del 27 aprile 2017 non entra nel merito dell’inquadramento contrattuale. Esprime, invece, una valutazione astratta in ordine all’ammissibilità “dell’offerta che prevede un costo del lavoro inferiore ai minimi tabellari ministeriali” (rispetto al livello d’inquadramento indicato nel bando) osservando che l’orientamento prevalente della giurisprudenza ritiene che le tabelle esprimono un costo del lavoro medio, ricostruito su basi statistiche, per cui esse non rappresentano un limite inderogabile per gli operatori economici partecipanti a procedure di affidamento di contratti pubblici, ma solo un parametro di valutazione della congruità dell’offerta, con la conseguenza che lo scostamento da esse, specie se di lieve entità, non legittima di per sé un giudizio di anomalia;
– il parere dell’Ispettorato del lavoro di Bologna del 13 gennaio 2017, oltre ad arguire a proposito della legittimazione delle cooperative sociali a partecipare a una procedura di selezione per la gestione di tutti i servizi di una biblioteca universitaria, fa riferimento alla correttezza o meno dell’inquadramento nella categoria C1 degli “addetti alla biblioteca”, concludendo che le loro attività sarebbero pari a quelle degli operai specializzati (appunto, di categoria C1), e che quella di “referente della biblioteca” merita il livello d’inquadramento D1 (corrispondente a “Educatore senza titolo, maestro di attività manuali ed espressive, guida con compiti di programmazione, massaggiatore, animatore con titolo, infermiere generico, assistente all’infanzia con funzioni educative, operatore dell’inserimento lavorativo, impiegato di concetto, operatore dei servizi informativi e di orientamento”), senza tuttavia fornire alcuna motivazione o evidenza in proposito e soprattutto senza considerare tanto la norma UNI sulla professione di bibliotecario, quanto la classificazione ISFOL delle professioni intellettuali, ove gli addetti alle biblioteche (anche detti “bibliotecari”) sono descritti al par. 2.5.4.5.2 (“Le professioni comprese in questa unità provvedono alla indicizzazione, classificazione e catalogazione di libri, ne garantiscono la conservazione, l’accessibilità e la fruizione pubblica; li rendono disponibili su microfilm, supporti digitali o di altra natura; organizzano attività di promozione, mostre ed eventi”). Se è vero che la bollinatura dei libri è lavoro da operaio, la competenza richiesta per attività quali la catalogazione e l’assistenza bibliografica agli utenti si acquisisce, non a caso, a seguito di specifici corsi di laurea. Tanto che il Codice dei beni culturali e del paesaggio, all’art. 9-bis, dispone: “Gli interventi operativi di tutela, protezione e conservazione dei beni culturali nonché quelli relativi alla valorizzazione e alla fruizione dei beni stessi […] sono affidati alla responsabilità e all’attuazione, secondo le rispettive competenze, di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, restauratori di beni culturali e collaboratori restauratori di beni culturali, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali e storici dell’arte, in possesso di adeguata formazione ed esperienza professionale”.

Intendiamo pertanto riportare la discussione nei dovuti ambiti richiamando l’attenzione su:
– la richiesta di effettuazione di circa 14.400 ore annue oltre ulteriori 1.050 ore da espletarsi la domenica, giornata individuata – dalla maggior parte dei CCNL applicati nel settore – quale giornata di riposo settimanale;
– l’obbligo per l’appaltatore di garantire la continuità del servizio (sostituzione del personale in ferie, in malattia, ecc.);
– l’elevata professionalità richiesta ai componenti del team di lavoro;
– il Decalogo AIB per le esternalizzazioni dei servizi bibliotecari che recita:
“Al personale impiegato negli appalti per la gestione dei servizi bibliotecari deve essere garantito il diritto all’equa remunerazione, ovvero la corrispondenza con le retribuzioni orarie del personale dipendente direttamente dalla Stazione Appaltante per lo svolgimento di mansioni analoghe”.
L’effettività di tale diritto si ottiene con l’applicazione di contratti nazionali e livelli di inquadramento che siano compatibili con il livello di complessità delle mansioni richieste, tenuto conto di quanto previsto dalla norma UNI per la professione del bibliotecario, e ricordando che le norme UNI sulla qualificazione degli operatori sono espressamente richiamate, a beneficio della qualità dei servizi, dall’art. 6 della L. 4/2013 sulle professioni non ordinistiche. L’attività del bibliotecario è infatti classificabile a Livello 6 e 7 del sistema EQF (European Qualification Framework), a seconda del grado di complessità, specializzazione e responsabilità delle attività svolte;
– la comparazione dei livelli di inquadramento tra i CCNL utilizzati dai datori di lavoro privati e tra questi e il CCNL EELL, elaborata dall’AIB, dalla quale si evince come all’inquadramento dell’Aiuto bibliotecario in fascia C (C1-C6) degli EELL corrisponda l’inquadramento in D3-E1* delle Cooperative sociali, così come da tabella:

Federculture Commercio Multiservizi Coop. sociali EE.LL.
BIBLIOTECARIO
(con funzioni capo progetto)
Q1-D3 I LIV. QUADRO F1 D4-D6
BIBLIOTECARIO D1-D2 II LIV. VII LIV. E1-E2 D1-D3
AIUTO BIBLIOTECARIO C1-C3 III LIV. V-VI D3-E1 C1-C6

– il risultato del banale calcolo importo a base d’asta diviso il numero complessivo di ore richieste dal capitolato (non considerando quelle necessarie a garantire la sostituzione del personale assente per ferie, né i maggiori oneri derivanti dal lavoro festivo) è pari a € 18,44, cifra atta a garantire appena l’inquadramento di tutti gli operatori al livello C1 del CCNL Cooperative sociali; livello in cui vengono inquadrati: operaio specializzato, cuoco, autista con patente D/K, autista soccorritore, autista accompagnatore, impiegato dʼordine, animatore senza titolo, assistente domiciliare e dei servizi tutelari operatore socio-assistenziale addetto allʼassistenza di base o altrimenti definito formato, operatore tecnico dellʼassistenza, istruttore di attività manuali ed espressive, istruttore di nuoto, guida.

Tutto quanto premesso e considerato l’AIB, ribadendo il proprio interesse a promuovere, presso tutte le stazioni appaltanti e anche presso i soggetti destinatari degli appalti, la qualità delle esternalizzazioni e degli appalti di servizi bibliotecari attraverso una competizione aperta a tutti gli operatori economici attivi nel settore e il rispetto dei lavoratori coinvolti dal punto di vista professionale, normativo e salariale, invita codesta Stazione appaltante alla rivalutazione complessiva della gara in oggetto nel rispetto del suo stesso interesse a garantirsi l’incremento della qualità dei servizi attraverso l’affidamento a operatori economici altamente qualificati e rispettosi del diritto dei lavoratori all’equa retribuzione.

Molti cordiali saluti

Il Presidente AIB
Rosa Maiello

Roma, 26 giugno 2018
Prot. n. 118/2018

*In Area/Categoria D vanno inquadrati coloro che svolgono lavoro specializzato, professioni sanitarie, e servizi socio-educativi; nell’Area/Categoria E rientrano tutti coloro in grado di svolgere sia professioni specialistiche che attività di coordinamento. Possono essere inquadrati in questa area tutti coloro che sono in possesso di conoscenze professionali teoriche specialistiche e/o gestionali considerando i titoli di studio di cui si è in possesso.

Comunicato AIB sulla gara d’appalto per la gestione integrale del complesso bibliotecario del S. Paolo, Parma

Finalmente l’AIB fa sentire la sua voce!

Logo AIBFinalmente l’AIB si fa sentire su questioni importanti. L’attenzione sul mondo del lavoro nelle biblioteche è finalmente evidente e i riflettori sono puntati anche sul far sentire la propria voce in casi di censura o di cattiva gestione (politica).

Piccola premessa: mi sono iscritto all’AIB quest’anno, con molta convinzione. Come mai, se lavoro ormai da quasi 10 anni nelle biblioteche, non l’ho fatto prima? Perché come quasi tutti quelli che operano in questo campo ho fatto la trafila del lavoro sottopagato, sono stato sfruttato e non mi è stato riconosciuto, neanche moralmente, quasi niente di quanto facevo. E non avevo mai visto l’AIB dire qualcosa in favore delle persone nella mia condizione.

Non scendo nel particolare e non voglio personalizzare questo articolo, dove vorrei parlare di tutt’altra cosa, ma ho sempre provato estremo dolore a vedere persone senza titoli, con poca esperienza e con pochissima voglia, passarmi avanti, con contratti e tutele ben superiori a quelle che avevo io.

Cosa c’entra l’AIB? Dall’AIB in quei tempi mi sarei aspettato prese di posizione, comunicati e altro che corressero in difesa di quanti versavano in condizioni di sfruttamento (di questo si tratta). Invece niente. Non ho mai visto grande ardore nel combattere questa battaglia. La colpa potrebbe essere mia che ho cercato male, che ho avuto cattive fonti d’informazione. Ne dubito.

Per tanti anni, ho percepito l’AIB come un’associazione riservata soprattutto a chi aveva la fortuna di essere bibliotecario o di lavorare in una biblioteca con contratti ben definiti.

L’AIB come un luogo (anche virtuale) dove venivano fatte e supportare tante iniziative, un bel modo di fare rete e scambiarsi informazioni. Ma, in fine dei conti, un’associazione alla quale dovevano fare riferimento soprattutto i dipendenti pubblici.

E gli impiegati nelle biblioteche con mansioni da bibliotecario (o assistente bibliotecario) attraverso associazioni e cooperative a che santo dovevano rivolgersi? Chi poteva, in maniera associativa, far sentire la loro voce?

Non credo che l’AIB oggi sia diventato il sindacato degli sfruttati culturali, non è neanche il suo ruolo. Qualcosa però credo sia cambiato? Negli ultimi tempi ho notato che l’AIB ha preso posizione su alcune questioni importanti, mettendosi in prima linea. Mi vengono in mente due cose: la contestazione della gara di appalto del servizio bibliotecario di Parma e il – tristissimo – caso di censura nella biblioteca di Todi.

Credo sia un primo importante passo. Il lavoro dei bibliotecari è bellissimo, visti i tempi spesso si scende a compromessi pur di lavorare, ma dobbiamo – l’AIB deve – far sentire la sua voce contro bandi di comuni che, facendo due conti, mostrano l’impossibilità di gestione del servizio in maniera limpida senza sfruttare e sottopagare le persone che poi verranno chiamate a lavorare. E quando si parla di lavoro, anche se viene fatto da soci di coop o di associazioni, non si può parlare di “volontariato”.

Penso sia un primo passo. Penso che tanto ci sia da fare ma credo anche che siano state messe le basi perché l’AIB diventi davvero il megafono di professionisti che troppo spesso sono strapazzati e trattati come volontari.

Gaming & Coding in biblioteca

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Sono ormai passati alcuni giorni dal 28 maggio, data in cui si è svolto il Corso sul Gaming e il Coding in biblioteca.

L’evento si è svolto a Bologna, presso Sala Borsa, sicuramente una delle biblioteche più belle d’Italia. L’organizzazione è stata curata dall’AIB Emilia Romagna. Il programma, come già visibile in questo articolo, è stato intenso ma, grazie alle modalità organizzative, davvero piacevole.

La giornata è stata guidata da alcuni componenti del gruppo AIB che si occupano proprio di portare avanti la diffusione del gaming e del coding nelle biblioteche.

Gaming Coding bibliotecaLa mattinata è volata via con lezioni teoriche: giochi da tavolo, i videogiochi, come allestire uno spazio giochi, il coding. Tante informazioni utili con un unico minimo comune denominatore: offrire il gioco, nelle sue forme più varie, all’interno di una biblioteca significa offrire una possibilità in più ai propri utenti ma anche alla biblioteca stessa, che così può ringiovanirsi, modernizzarsi e essere più vicina agli utenti. Con il gioco si riesce a catturare una porzione di cittadinanza che frequenta poco la biblioteca e, al di là di alcuni calcoli sul numero dei prestiti, l’obiettivo deve essere quello di offrire qualcosa in più.

Inutile dire che il gioco in biblioteca non è qualcosa di banale e durante l’incontro sono stati portati vari esempi di quanto il giocare possa aiutare a sviluppare legami fra persone, dettando tempi e modi di agire in comunità.

La bibliografia/sitografia fornita è stata uno strumento molto utile che aiuta sicuramente a rimettere insieme tutti gli argomenti affrontati nella giornata del 28 maggio.

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Dopo la pausa pranzo la giornata si è sviluppata sulla parte pratica. Come? Giocando! La dimostrazione di come giochi in scatola possano andare bene per tutte le età (o quasi) e per gruppi di poche o tante persone. Nella zona coding è stato mostrato un robottino programmabile da PC, seguendo schemi che vengono portati avanti anche dal CoderDojo e che insegnano anche ai più piccoli a creare una serie di eventi da far replicare la robot.

Il tempo a disposizione nel pomeriggio è veramente volato via…è stata l’occasione di provare i giochi e i metodi di gestione di quest’ultimi all’interno di una biblioteca ma anche la possibilità di confrontarsi con i colleghi su come meglio gestire la sezione giochi.

Trattandosi di una sezione molto particolare che necessita spazi e una gestione parzialmente diversa da quella del patrimonio librario, il discorso rimane ancora molto aperto. Una linea guida è quella di osservare la propria comunità, la proprio biblioteca e le proprie risorse, e da queste osservazioni programmare la nascita e la gestione della sezione giochi nel miglior modo possibile.

 

Criteri di riparto del Fondo per la promozione della lettura

Con decreto del  23 marzo 2018 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha emesso i “Criteri di riparto del Fondo per la promozione della lettura, della tutela e della valorizzazione del patrimonio librario”.

Si tratta di un piano di investimenti pluriennale voluto dal Governo Gentiloni che ogni anno stanzierà 1 (un) milione di euro da destinare ai vari sistemi bibliotecari che ne faranno richiesta. Con questo decreto vengono chiariti alcuni punti.

In particolar modo viene evidenziato che il fondo annuale sarà così ripartito: 70% biblioteche pubbliche, 30% biblioteche scolastiche.

Le reti bibliotecarie (non si capisce se ne potranno fare richiesta anche le singole biblioteche ma sembrerebbe di no), dovranno presentare un elaborato entro aprile e, dopo attenta analisi, verranno finanziati alcuni progetti. Ovviamente i progetti dovranno essere realizzati e rendicontati in maniera molto precisa.

Il testo completo del decreto si può trovare al seguente link in Gazzetta ufficiale.

Sicuramente un investimento interessante e utile per la promozione alla lettura e del libro, personalmente ho dei dubbi che un milione di euro per tutte le reti bibliotecarie italiane possa davvero bastare. Comunque, in tempi come questi, che ci sia un investimento è già tanto!

Gaming & Coding in biblioteca: corso AIB a Bologna

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Il Gaming e il Coding stanno prendendo sempre più campo e sono (finalmente) accettati come importanti sezioni di una biblioteca.

Come organizzare queste sezioni? Cosa organizzare per promuoverle? Per rispondere a queste e ad altre domande simili è stato organizzato a Bologna, presso Sala Borsa, un corso che introdurrà al gaming e al coding in biblioteca e proporrà varie modalità di gestione e promozione di queste sezioni. Il corso è organizzato da AIB Emilia Romagna e sarà tenuto da alcuni componenti del gruppo AIB che si occupano del gaming in biblioteca.

Le iscrizioni chiudono il 22 maggio.

Se siete interessati il programma completo e le modalità di iscrizione le potete trovare nella pagina del sito AIB Emilia Romagna dedicata all’evento.

Salone Internazionale del Libro di Torino: un’impressione

Alla fine sono riuscito ad andare al Salone Internazionale del Libro di Torino. Non c’ero mai stato e sono stato felice di colmare questa mia lacuna.

Premetto che ci sono stato soltanto un giorno, il sabato, e il Salone, per essere gustato appieno, necessita di almeno un paio di giorni, meglio tre. Premetto anche che ero partito un po’ dubbioso: ai tanti che mi dicevano che fosse una bellissima fiera, si contrapponevano quelli che dicevano che, in fondo, fosse solo un’enorme libreria. Io, credendo ai secondi, temevo fosse soltanto un’enorme libreria. Ma per fortuna mi sbagliavo…

Il Salone, come sapranno i più, si svolge al Lingotto di Torino, il che significa spazi enormi. Spazi enormi all’interno e anche all’esterno, dove le file per i controlli e per i biglietti scorrono abbastanza velocemente.

All’interno i grandi spazi favoriscono il movimento dei visitatori senza problemi, gli stand sono tantissimi e vendono le loro pubblicazioni. Ogni tanto si trova anche qualche stand che vende oggettistica (magliette, penne personalizzate). Inutile dire che si possono trovare praticamente tutte le case editrici, dalla più famosa alla meno conosciuta. Ma quindi è una grande libreria? Non proprio. Gli stand vendono ma, soprattutto, propongono cose e i rappresentanti delle case editrici sono molto disponibili a presentare i loro prodotti, a consigliare e a dare volantini informativi.

A tutto ciò si affiancano le attività di conferenze e presentazioni con gli autori: una quantità di eventi spaventosa che è sicuramente impossibile da seguire in toto. Come per la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, anche qui conviene prepararsi uno schema con le cose da seguire, con orario e localizzazione all’interno dei padiglioni. È impossibile elencare tutti gli eventi che ci sono stati in quattro giorni di Salone. Ad ogni modo, ci sono state presentazioni e personaggi per tutti i gusti. Il Salone è un evento nazionale e internazionale importantissimo, le personalità invitate sono davvero molte.

Come detto, gli ampi spazi permettono un movimento dei visitatori molto buono, più complicata la situazione per seguire le conferenze con autori di una certa fama: in quel caso la fila fuori dai luoghi della conferenza è davvero molto importante e c’è da aspettare non poco.

Ormai l’evento appena concluso era la 31esima edizione, quindi i meccanismi sono ben rodati e l’afflusso di oltre 20mila persone al giorno non ha creato grandi disagi. Anche i bisogni basilari vengono soddisfatti con molti punti ristoro dislocati in varie zone e bagni pubblici più o meno ovunque.

Una unica nota negativa. I biglietti si possono fare online ed è possibile saltare la fila (occhio perché la file dei controlli, quella più lunga, dovrete farla lo stesso) ma se avete diritto a delle riduzioni dovrete presentarvi direttamente alle casse del Lingotto. E anche in questo caso ci sono vari tipi di casse per le riduzioni/accrediti, quindi la cosa, se si è in gruppo, può diventare un po’ farraginosa. I biglietti, per fortuna, hanno un prezzo molto limitato (10 euro) e per le riduzioni si parla di qualche euro, può valere la pena farsi due calcoli.

Quindi, in definitiva, che dire? ANDATECI!
È un bel posto, piacevole da girare, dove trovare qualcosa di diverso da leggere, dove parlare con editori, autori e addetti ai lavori ma anche con i semplici lettori. Torino è una bellissima città quindi un week end è altamente consigliato. In realtà sarebbe da fare due o tre giorni al Salone e un paio di giorni in giro per il centro di Torino.

E come sempre, link al sito ufficiale: www.salonelibro.it

Kingdomino, un gioco da tavolo perfetto per una biblioteca!

kingdomino gioco

Kingdomino è un gioco da tavolo che si adatta bene alle esigenze di una biblioteca che sta sviluppando una sezione giochi: regole semplici, tempi di giochi brevi, adatto a quasi tutte le fasce di età.

Ed ecco il primo vero gioco da tavolo recensito su BiblioLink: Kingdomino. Un gioco che si adatta benissimo alle esigenze di una biblioteca dove gli utenti, almeno all’inizio, cercheranno giochi semplici, veloci e con poche regole. Altro punto a favore è che si può giocare anche in due (fino a un massimo di quattro). Un gioco che, visto le tre pagine scarse di regole, farà felici anche i bibliotecari che potranno trovarsi a dover spiegare il regolamento.

Fondamentalmente si tratta di un gioco a tessere (un domino, appunto) a turni, creato da Bruno Cathala e pubblicato in Italia da Oliphante. La scatola contiene 4 castelli (da montare), le pedine giocatore (8, due per ogni colore), le 48 tessere paesaggio, 4 tesserine iniziali (dove si metterà sopra il castello). Tutti materiali molto buoni, le tesserine sono di cartone rinforzato e ben plastificate. Il gioco dovrebbe resistere a molte ore di gioco.

Il gioco è semplice, si deve costruire un proprio regno assemblando le tessere paesaggio in modo che due lati adiacenti siano della stessa tipologia. Più facile a farsi che a dirsi. Senza vedere tutte le regole, la partita , se si conosce il gioco, comincia in 5 minuti e dura, al massimo 15/20 minuti. Se si devono spiegare le regole conviene fare una partita di prova e in 10/15 minuti i giocatori meno esperti saranno in grado di portare avanti da soli la sfida.

Il gioco non necessità di grandissimi spazi ma un tavolo abbastanza grande è necessario. Non serve parlare ad alta voce e la scatola è ben costruita per tenere organizzati e in ordine le tessere e le pedine.

Si tratta di un ottimo gioco che in una sezione dedicata a questi materiali in biblioteca non può di certo mancare. La bontà del gioco è confermata dalla vittoria dello Spiel des Jahres 2017, forse il riconoscimento più importante per i giochi da tavolo. Risulta in gara anche per il premio Gioco dell’Anno che viene conferito al Lucca Comics & Games.

“The librarian”: un gioco creato da Octavi Navarro

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The librarian è un gioco creato dal pixel artist Octavi Navarro e narra la storia di un bibliotecario intento a salvare la sua biblioteca.

Il gioco è un puzzle game indie molto semplice: ricorda molto i primi videogames per PC degli anni ’80/’90. Si devono compiere alcune azioni per avanzare nella storia, avere una buona osservazione e lasciarsi trascinare dagli eventi.

Octavi Navarro è un pixel artist e il gioco segue la sua filosofia di creare con i pixel. I pixel, per chi non lo sapesse, sono i quadratini che uniti insieme ci permettono di vedere le immagini sul monitor. Oggi non ce ne rendiamo conto perché la risoluzione degli schermi permette di avere tanti piccolissimi e impercettibili quadratini, ma qualche anno fa i quadratini erano molto più grandi…artisti come Octavi creano giochi e altre opere con pixel grandi. Il vintage, si sa, è sempre di gran moda!

Il gioco racconta la storia di un bibliotecario che si sveglia, nel pieno della notte, turbato da un colpo di vento che apre la finestra della sua camera. Da qui in poi dobbiamo guidarlo alla scoperta di cosa sta accadendo. I rumori vengono dalla biblioteca che lui deve curare e proteggere! Le azioni da compiere sono piuttosto semplici, niente di complicato. Anche i rompicapo che si presentano nel gioco sono piuttosto facili da risolvere.

Una volta che il nostro bibliotecario avrò risolto il problema tutto tornerà alla normalità. La biblioteca è salva! E lui potrà tornare a casa sua per riposarsi un po’.

Il gioco, come detto, non è molto complicato; in ogni caso viene fornita anche una guida passo passo per risolvere gli enigmi e svolgere al momento giusto le azioni richieste. Si tratta di una storia e di un’opera di pixel art, ben diversa ai titoli da PlayStation ai quali siamo ormai abituati. La storia è facilmente completabile in circa 15 minuti. In ogni caso, vale la pena provare!

Il gioco è distribuito gratuitamente (potete fare una donazione) e non richiede installazione, potete trovarlo al seguente indirizzo: https://pixelshuh.itch.io/the-librarian

Di seguito il trailer del gioco da Youtube:

Salone del Libro di Torino 2018

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Si svolgerà dal 10 al 14 maggio 2018 la prossima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. La fiera si svolgerà, come di consueto, presso i padiglioni del Lingotto.

Un programma denso di eventi e un “tutto esaurito” per quanto riguarda gli spazi di esposizione. Si attende quindi una fiera dove i libri saranno padroni e occuperanno gran parte degli spazi.

Vista la densità di eventi non è possibile riportare tutto il programma che consigliamo di consultare direttamente sul sito ufficiale al seguente link: PROGRAMMA SALONE DEL LIBRO 2018.

Quest’anno il Salone si presenta con il motto Un giorno, tutto questo. Una frase che vuole essere spunto di riflessione, guidato anche da cinque domande che sono state rivolte a tanti amici del Salone e a tutti quelli che hanno deciso di porsi questi interrogativi: «Chi voglio essere?»; «Perché mi serve un nemico?»; «A chi appartiene il mondo?»; «Dove mi portano spiritualità e scienza?»; «Che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione?».

Da queste domande è nato anche un sito che raccoglie le risposte: 5domande.it.

Paese ospite di questa edizione sarà la Francia, dove si stanno svolgendo gli eventi in ricordo del ’68 francese. Una nutrita pattuglia di autori francesi sarà presente a Torino nelle date della Fiera.

Insieme al ’68 si celebreranno anche altri importanti anniversari, il che significa che parte degli eventi riguarderanno questi eventi: Aldo MoroPeppino ImpastatoFranco BasagliaLe Leggi razzialiFrankenstein e il fantastico.

Per quanto riguarda i bibliotecari, al Salone è prevista un’ampia partecipazione delle biblioteche e dei sistemi bibliotecari della zona di Torino. Sarà poi organizzata la Biblioteca del Salone con percorsi multimediali che guideranno alla risposte delle 5 domande attraverso la presentazione di alcuni libri:

I percorsi saranno consultabili a partire dai libri cartacei e saranno arricchiti da estensioni sul web realizzate grazie a innovative applicazioni disocial reading, che permettono di esplorare le reti di relazioni che correlano un libro ad un autore o ad un argomento.

Sarà inoltre possibile partecipare all’editing e alla revisione di testi digitali liberi dal copyright che saranno resi consultabili gratuitamente tramite la piattaforma Wikisource:

La novità di quest’anno, sempre legata alle cinque domande, sarà la rilettura partecipativa giornaliera di un libro non più coperto da diritti sulla piattaforma Wikisource, la biblioteca digitale libera connessa a Wikipedia. Per ogni testo, i visitatori del Salone potranno collaborare all’editing e alla revisione della versione digitale, e restituirlo, libero e adattato per un lettore odierno, a tutti i lettori del web.

In attesa di partecipare a questa grande fiera e, magari, di incontrarsi, per tutte le altre informazioni si consiglia di visitare il sito ufficiale del Salone.

 

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