Gli Eroi di Via Fani di Filippo Boni

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È il 16 Marzo del 1978 e ci troviamo in Via Fani, a Roma.  Cinque uomini della scorta ad Aldo Moro – rappresentante di spicco della Democrazia Cristiana – vengono barbaramente uccisi in un attentato sanguinario ad opera delle Brigate Rosse, per rapire l’importante politico ad un passo dall’attuazione del tanto discusso “compromesso storico”. Cinquantacinque giorni dopo, in un’automobile parcheggiata in Via Michelangelo Caetani, il corpo di Moro verrà ritrovato senza vita, giustiziato dal “Tribunale del Popolo”.

Questo è quello che – molto per sommi capi – racconta la storia ufficiale, in relazione ad un evento destinato a cambiare la scena politica e sociale del tempo, influenzando notevolmente le evoluzioni che hanno portato alla forma del “paese Italia” che possiamo osservare oggi.

Filippo Boni è storico, giornalista, ricercatore. Con il suo “Gli eroi di Via Fani” – uscito in concomitanza con il quarantesimo anno dall’attentato – decide di rendere onore alle cinque vittime che accompagnarono nel destino l’uomo che avevano il compito di proteggere, proteggendolo.  Cinque vite che troppo spesso appaiono riassunte quasi in un tutt’uno, una singola nota a piè di pagina nella cronaca di un racconto ampio, caratterizzato da tratti oscuri, che si presta a molteplici interpretazioni ancora oggi.

Per indagare nell’intimo di ognuno dei cinque eroi di Via Fani, Boni avvia un viaggio alla ricerca dei ricordi e dei racconti provenienti dalle voci dei familiari ancora in vita, mosso da una spinta proveniente da molto tempo prima. Un evento fortuito tra Francesco Zizzi ed il padre di Filippo, trasformatosi in ricordo rintracciato quasi casualmente dal figlio qualche decennio dopo, proveniente da una “scatola misteriosa” all’interno della quale profumi, reperti e testimonianze del passato continuavano a sopravvivere. Una promessa al padre in letto di morte, quella di compiere un viaggio verso la famiglia di Zizzi, ampliandolo alle famiglie degli altri colleghi caduti, con l’idea di rendere onore alle loro figure, raccontarne sogni ed ambizioni in vita, donando loro l’immortalità.

Una scatola dal passato, una promessa ed un viaggio: tre archetipi sui quali la ricerca storica di Boni si fonda, attraverso i quali si sviluppa seguendo una narrativa che abbraccia la cronaca diaria. Tre viaggi distinti riassunti in un unico percorso, dai salti temporali necessari e consequenziali all’immedesimarsi nei racconti, con comune denominatore nell’esemplificazione di quella “forza di vivere” che diviene benzina fondamentale per superare un lutto imposto, percepito come contro natura.

Anche e soprattutto questo è “Gli eroi di Via Fani”: non solo un libro che racconta cinque storie mai approfondite prima, non solo un lavoro che riesce ad indagare una necessità storica non ancora soddisfatta ad oggi. Una storia dentro una storia che si incontra con altre storie. Un viaggio destinato a chiudere il cerchio di una serie di incontri ed imprevisti, determinati dallo scontro casuale tipico di chi si muove per questa Terra.

Uno sguardo toccante ad un momento tragico della storia nazionale. Qualcosa che, in un paese dove la mancanze di memoria spesso si incontra con la prepotenza degli atteggiamenti, fa sicuramente bene a tutti i livelli. Per uscire da abitudini sempre più diffuse, un esercizio per il nostro lato emotivo può rappresentare indubbiamente un toccasana.

Vazquez di Francesco Di Filippo

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Vazquez è un “Pulp alla Pugliese”, e già questa definizione breve ma efficace che esce dalla penna dell’autore Francesco Di Filippo, potrebbe essere sufficiente a chiuderne la recensione. Allo stesso modo in cui sostanzialmente la apre, perché per quanto l’assenza di termini dialettali sia piuttosto indiscutibile, la Puglia si respira, si immagina, a volte sembra quasi di assaporarla.

Francesco Di Filippo nella vita è professore all’interno di un istituto superiore (no, il fatto che l’edificio che fa da sfondo ad alcune parti della storia porti il suo nome, è decisamente voluto ma assolutamente irreale al momento), e malgrado sia nato a Trani ,vive e lavora nel bel mezzo del centro Italia, più precisamente nel Valdarno Superiore Toscano.

La passione per i libri gialli lo porta a scrivere una serie di piccoli racconti a tempo perso, dove si delinea la figura di questo detective apparentemente privo di morale, più un faccendiere dedito alla risoluzione di trame appena fuori dai limiti della legge, che un investigatore per vocazione. Vazquez inizia così a vivere nei meandri di due riviste online di racconti noir, prima di trovarsi impegnato – un po’ per scherzo ed un po’ no – in uno più lungo, destinato alla presentazione al prestigioso premio Nebbia Gialla di Suzzara (ed a raggiungerne la finale), per poi divenire l’opera prima di Di Filippo.

La missione di questo libro agile, snello e piacevole nello scorrimento, sembra esser l’indagine di vizi e virtù dei pugliesi stessi, che Di Filippo conosce molto bene. Presumibilmente racconta il mondo di una provincia non necessariamente circoscritto alla coda dello stivale che viviamo, in particolare per quanto riguarda il contorto mondo giovanile – motore indiretto dei fatti narrati – che Di Filippo conosce  in modo biblico in quanto docente.

In una serie di scene surreali, dialoghi che strappano talvolta un ghigno ed altre una risata fragorosa, personaggi in parte ispirati (quando non si tratta di volute citazioni) alla realtà vissuta dall’autore, Di Filippo confeziona un prodotto che fila via liscio. Una narrazione dove c’è violenza ma non troppo, dove mafia, prostituzione, stupro ed omicidio si alternano con discussioni simpatiche da osteria,  dove l’autore riesce anche a metter nero su bianco la sua personalissima ricetta di Melanzane alla Parmigiana. Grazie a tutto questo, l’intreccio si sviluppa in modo avvincente quasi subito, cresce con il divorarsi delle pagine, e si conclude con un pizzico di amarezza guardando al passato del protagonista.

Quel Vazquez che è più un faccendiere da due soldi che un detective, di quelli che gli piacciono “lavoretti facili, grappa, cene a crepapelle e mignotte”. Una sorta di anti eroe immediatamente riconducibile (seppur dietro uno spesso velo di menefreghismo) nella sfera dei buoni, delle quali avventure – presumibilmente – avremo modo di leggere ancora.

Il libro, edito da EBS Print, può essere acquistato online al seguente indirizzo: https://www.unilibro.it/libro/di-filippo-francesco/vazquez/9788893493239